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Nel 2025 l’Estonia ha individuato un numero record di collaboratori legati alla Russia. Come riportato da Politico, a renderlo noto è stato il servizio di sicurezza interna Kaitsepolitseiamet (Kapo) nel suo ultimo rapporto annuale.
Secondo il documento, almeno nove persone sono state identificate come “agenti”. Le autorità non hanno però reso noto il numero complessivo di individui fermati, espulsi o coinvolti in attività di promozione degli interessi del Cremlino. Parallelamente, sono stati revocati i permessi di soggiorno ad alcuni esponenti del clero collegati alla Chiesa ortodossa russa, per motivi di sicurezza.
Minacce non militari in aumento
Per quanto concerne la natura delle attività rilevate, il Kapo segnala una crescente centralità delle minacce non militari: sabotaggi, spionaggio e campagne informative. Operazioni spesso a bassa intensità ma diffuse, che includono falsi allarmi di bomba e attacchi virtuali, soprattutto tramite piattaforme come Telegram.
L’intelligence estone evidenzia come queste azioni siano sempre più condotte a distanza e con il coinvolgimento indiretto di civili. Tra i casi citati, il reclutamento di pensionati incaricati di fotografare danni a monumenti sovietici: materiale poi utilizzato per costruire una narrativa propagandistica contro Tallinn.
Il caso Narva e la disinformazione
Un capitolo specifico del rapporto riguarda Narva, città di confine a maggioranza russofona. Nelle ultime settimane è emersa una campagna online che promuove la secessione della città e della regione di Ida-Viru.
Il primo ministro Kristen Michal ha definito l’iniziativa “un’operazione informativa creata dalla Russia per seminare divisioni”. Il Kapo sottolinea come l’amplificazione di questi contenuti da parte dei media tradizionali contribuisca ad aumentarne la credibilità e la diffusione.
Più operazioni o più efficacia?
L’aumento dei casi individuati non implica necessariamente una crescita delle attività russe, anzi. Secondo gli analisti estoni, il dato riflette soprattutto una maggiore efficacia preventiva degli apparati di sicurezza. La valutazione complessiva del documento dell’intelligence estone resta invariata: la Russia continua a rappresentare la principale minaccia (anche) per l’Estonia.

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