“Ero un po’ in difficoltà, poi ho iniziato a servire meglio. Sono rimasto lì mentalmente”: l’analisi di Sinner

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“Struff ha iniziato meglio di me, ero un poin difficoltà, sono entrato in partita e ho iniziato a servire un po’ meglio. Sono rimasto lì mentalmente e sono contento di essere tornato in semifinale“. Queste le prime parole di Jannik Sinner dopo il successo in tre set (7-6, 7-6, 6-3) ai quarti di finale di Wimbledon contro JanLennard Struff. L’azzurro ha vinto per 3-0 per il quarto match consecutivo e – nonostante non stia offrendo il suo miglior tennis – continua a mostrare grande solidità e grande freddezza nei punti decisivi, soprattutto grazie a un ottimo rendimento al servizio.

Proprio il servizio sembra oggi essere il suo colpo migliore: 16 ace, 65% di prime in campo e 85% di punti vinti con la prima in campo. Sinner ha concesso soltanto due palle break, salvandone una. Un match vinto in maniera non banale e senza troppa fatica contro un avversario che serve benissimo (la velocità media della prima di servizio di Struff è stata di 212 km/h) e che non consente quasi mai all’avversario di entrare in ritmo, vista la profondità e la pesantezza dei suoi colpi e le tante variazioni del suo tennis. “Struff è un giocatore difficile da affrontare, merita tutto quello che ha ottenuto in carriera. Anche fuori dal campo è una persona eccezionale”, ha proseguito Jannik Sinner.

Poi il numero uno al mondo è sceso ancora più nel dettaglio e ha analizzato il match: “Il secondo set poteva finire in un altro modo, era 50 e 50. C’è grande differenza tra essere un set pari e due set a zero”, ha spiegato Sinner nella classica intervista in mezzo al campo. Ciò che conta è ovviamente che Sinner sia per la terza volta in quattro anni in semifinale a Wimbledon, dove l’anno scorso ottenne il primo storico successo: “Sono contento di avere chiuso in tre set, ma è stata dura. Abbiamo lavorato tanto dopo Parigi per capire cosa fosse successo, ci siamo preparati al meglio e oggi mi sentivo a mio agio. Spero non mi succeda più, ma se dovesse risuccedere dovremo cambiare qualcosa. Ora mi godo la semifinale“, ha concluso l’altoatesino.

L'articolo “Ero un po’ in difficoltà, poi ho iniziato a servire meglio. Sono rimasto lì mentalmente”: l’analisi di Sinner proviene da Il Fatto Quotidiano.

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