Eni: tra petrolio KO e progetto Coral North, cosa fare con le azioni?

1 day_ago 3
ARTICLE AD BOX

Il mese di novembre si è aperto all’insegna del buon umore per le Borse europee che, in attesa delle elezioni statunitensi di midterm, hanno concluso le contrattazioni in generale rialzo. A sostenere il sentiment degli operatori è stato il deciso calo del prezzo del petrolio, dopo che il Governo iraniano si è detto pronto a trattare con gli Usa per arrivare alla fine del conflitto in Medio Oriente. In questo scenario e in attesa delle trimestrali di Apple e Palantir, anche Wall Street sta recuperando terreno dopo la debacle di venerdì scorso. Nello specifico l’S&P 500 e il Nasdaq si avviano al giro di boa in rialzo rispettivamente dello 0,61% e dello 0,72%.

Con il DAX che a Francoforte ha guadagnato lo 0,65% e il CAC 40 che a Parigi è salito dello 0,98%, il FTSE Mib italiano ha terminato la seduta in guadagno dello 0,9%, a 49.947,94 punti. Dal punto di vista operativo non cambia la view sull’indice italiano, dove fondamentale rimaneil recupero dei 50.000 punti, massimi della scorsa settimana. Al di sopra di questi livelli dovremmo assistere a ulteriori recuperi verso i 50.380 punti, massimi delle ultime tre settimane.

Oltre queste aree l’obiettivo successivo sarebber situati sui 50.500 punti, dove verrebbe messo sotto pressione l’indicatore giornaliero del Supertrend. Al contrario, aumenterebbero le possibilità di un ritorno verso i 49.300 punti, dove troviamo la media mobile di lungo periodo, e successivamente la soglia dei 49.000 punti.

E se il calo del prezzo del petrolio ha galvanizzato il sentiment degli operatori su alcuni settori, di contro ha appesantito le quotazioni di Eni. Nonostante alcune notizie positive provenienti dal Mozambico, gli investitori hanno preferito monetizzare i guadagni delle ultime settimane maturati sul titolo del Cane a sei zampe. Andiamo ad approfondire il newsflow e le prospettive di Borsa per le azioni Eni.

 

Eni: al via la perforazione per il progetto Coral North FLNG

Il Gruppo guidato da Claudio Descalzi ha comunicato che, insieme ai partner dell’Area 4, China National Petroleum Corporation, ENH, KOGAS e XRG, ha avviato la campagna di perforazione e completamento dei pozzi per il progetto Coral North, al largo delle coste del Mozambico. L’iniziativa segna un nuovo passo verso l’entrata in produzione dell’impianto, prevista nel corso del 2028, e punta a sviluppare ulteriormente le risorse di gas naturale offshore del Paese.

La campagna avrà una durata stimata di circa dieci mesi e sarà condotta da ENH-Saipem Drilling Company attraverso la nave di perforazione Saipem 12000. Nel dettaglio le operazioni riguardano il progetto Coral North Floating Liquefied Natural Gas. Questo è localizzato nella parte settentrionale del giacimento Coral, nell’Area 4 del bacino di Rovuma.

A conclusione del progetto, Coral North contribuirà a rafforzare il ruolo del Mozambico come fornitore affidabile di gas naturale liquefatto sui mercati internazionali. La capacità produttiva di GNL del Paese dovrebbe in questo modo raggiungere i 7 milioni di tonnellate annue. Il progetto contribuirà inoltre alla sicurezza energetica globale, sostenendo gli obiettivi di crescita economica e sviluppo a lungo termine del Paese, come già dimostrato dai risultati raggiunti da Coral South dopo il suo avvio nel 2022. Quest’ultimo ha già consegnato al mercato oltre 175 carichi di GNL.

 

Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative

Analizziamo il quadro grafico delle azioni Eni nel breve e medio termine. È stato un inizio di settimana all’insegna delle vendite per il titolo Eni che, con una discesa del 2,28%, ha terminato le contrattazioni a 26,515 euro. Con un’impostazione grafica di medio e lungo periodo rialzista, scopriamo quali sono i livelli da monitorare per il resto dell’ottava.

 

Scenario rialzista

Le prese di beneficio, partite la scorsa settimana dai massimi degli ultimi anni, non stanno indebolendo la struttura grafica di fondo del titolo Eni. Seguendo lo stesso schema dei mesi passati, l’attuale storno viene utilizzato dalle azioni per scaricare l’ipercomprato presente su molti indicatori. Osservando il grafico giornaliero, ulteriori discese fin verso i 25 euro, ex massimi dello scorso mese di marzo e dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend, potrebbero rappresentare nuove opportunità di acquisto.

Con la conferma delle quotazioni al di sopra di tale area, dovremmo assistere a una ripresa degli acquisti. In un’ottica di breve termine, il primo obiettivo rialzista sarebbe individuabile a 27,4 euro, in corrispondenza dei massimi intraday odierni, e successivamente a 27,76 euro, sui massimi degli ultimi anni.

Nel caso in cui anche questi livelli dovessero essere superati, si assisterebbe a un rafforzamento del quadro grafico. In questo caso, sarebbero possibili ulteriori allunghi verso i massimi intraday del 2006, a 28,95 euro. Passando da un grafico giornaliero a uno settimanale, al di sopra di quest’area il successivo obiettivo sarebbe individuabile sulla soglia psicologica dei 30 euro.

 

Scenario ribassista

Viceversa, la perdita dei 25 euro non solo aprirebbe la strada a una fase correttiva più accentuata, ma invaliderebbe lo scenario rialzista sopra descritto. Il movimento discendente potrebbe spingere le quotazioni, in prima battuta, verso i 24,12 euro, dove il titolo metterebbe sotto pressione la media mobile a 50 giorni.

La violazione di questo livello aumenterebbe le probabilità di nuove discese verso i 23 euro, minimi degli ultimi due mesi. Successivamente il calo dovrebbe spingersi in direzione dei 22,47 e 22,50 euro, dove verrebbe chiuso il gap up lasciato aperto lo scorso 29 luglio. In quest’area, le azioni andrebbero anche a mettere sotto pressione la media mobile di lungo periodo.

Il mancato mantenimento di quest’ultimo livello dovrebbe favorire la prosecuzione delle vendite verso la soglia dei 21 euro. Qui il titolo andrebbe a testare la trendline ascendente che parte dai minimi del 9 aprile 2025 e congiunge quelli di ottobre 2025.

Sarà fondamentale non perdere questi supporti per evitare ulteriori discese fin verso i 19,87 euro, che rappresentano i minimi dello scorso mese di giugno. Con la mancata tenuta di tale livello si assisterebbe a un ulteriore indebolimento del quadro grafico. Il prossimo target potrebbe essere individuato a 18,454 euro, dove verrebbe chiuso un gap down rimasto aperto nella seduta del 19 febbraio scorso.

L'articolo Eni: tra petrolio KO e progetto Coral North, cosa fare con le azioni? proviene da Investire.biz.

read-entire-article