ARTICLE AD BOX
Eni abbassa il prezzo del gasolio consigliato ai distributori del marchio di 4 centesimi al litro, portandolo a 2,21 euro al litro. Lo riportano i dati elaborati da Staffetta Quotidiana, secondo cui il calo arriverebbe “probabilmente anche sulla scia del nuovo tonfo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati”. Si tratterebbe dunque di una scelta di tipo commerciale. Ieri Eni aveva innalzato il price cap sul diesel da 2,19 a 2,25 euro in seguito al venir meno del beneficio fiscale sulle accise.
“Noi siamo sempre pronti a intervenire di nuovo, particolarmente con il meccanismo delle accise mobili – ha detto Giorgia Meloni al termine del vertice Med9 a Spalato, rispondendo a una domanda sul caro carburanti -. Al mese di settembre abbiamo circa 170 milioni che possono essere spesi per questo obiettivo. Ci stiamo interrogando se sia più efficace spenderli in questo momento, in cui comunque ci sono misure di contenimento, o tenerle come provvista quando dovessero terminare quelle misure. Dipende anche dalla tenuta del cap. Vediamo cosa accade nelle prossime ore. Spero che nelle prossime ore si possa ripristinare pienamente il price cap, poi la valutazione andrà fatta a valle”, ha concluso la presidente del Consiglio.
Ad alzare la media del costo del diesel sulle strade (2,261 euro) sono oggi soprattutto le cosiddette pompe bianche. Da una consultazione dei dati dell’Osservatorio prezzi del Mimit, emerge infatti che in questo tipo di impianti il prezzo medio praticato è di 2,28 euro al litro. Nelle varie tipologie di distributori Eni il prezzo medio rilevato è di 2,23 euro. In quelli Ip – la prima ad aver seguito la strategia del price cap inaugurata dal cane a sei zampe – 2,27 euro e in quelli Q8 2,25 euro. Alla Tamoil il prezzo medio è di 2,24 euro, mentre i distributori della Gdo sono al momento i più economici a 2,21 euro. Sul prezzo medio della benzina, l’Eni è l’unica che rimane sotto i 2 euro al litro, rispettando il tetto di 1,99. Per le altre compagnie si va da 2,00 euro della Q8 ai 2,08 delle pompe bianche.
“Il gasolio decolla oggi in autostrada di 2 cent al litro. In appena un giorno un pieno di 50 litri costa esattamente 1 euro in più. Ancora peggio in Friuli Venezia Giulia dove in 24 ore un rifornimento si paga 1,25 euro, in Liguria 1,20 euro, nel Lazio, medaglia di bronzo, 1 euro e 15 cent” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “In autostrada, in 2 giorni, un pieno costa 1 euro e 5 cent in più a fronte di un calo della benzina di 55 cent, un andamento opposto, un divario di 1 euro e 60 cent che dimostra la responsabilità del governo nel determinare questa pericolosa inversione di rotta a fronte di un gasolio che ha ancora prezzi lunari e che oggi si paga 2,287 euro al litro in autostrada, oltre 46 cent in più rispetto al 27 febbraio, pari a oltre 23 euro a rifornimento” prosegue Dona. Che aggiunge: “E’ incredibile il voltafaccia della premier Meloni che il 16 settembre, nella conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il Consiglio dei ministri, aveva dichiarato ‘il 5 ottobre non si va a zero perché interviene il sistema delle accise mobili'”.
“Non confermare il taglio delle accise è una non decisione scellerata, che colpisce trasporti, pesca, agricoltura e cittadini alimentando l’inflazione, ed è smentita dai numeri se ci si trincera dietro l’incapienza del bilancio”, ha dichiarato Stefano Ruvolo, Presidente Nazionale di Confimprenditori. “Siamo pronti a mettere gratuitamente a disposizione della Presidente del Consiglio e del Ministro Giorgetti un ragioniere del nostro Osservatorio che indichi le coperture”, ha aggiunto Ruvolo.
L'articolo Eni abbassa il prezzo del diesel a 2,21. Meloni arriva in ritardo: “Pronti a intervenire con accise mobili” proviene da Il Fatto Quotidiano.




English (US) ·