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Prima ancora che la Linke sabato decida se entrare concretamente in un contratto di governo con Verdi e SPD a Berlino, Der Spiegel fa lo sgambetto all’aspirante Sindaca-Governatrice Elif Eralp titolando Elif Eralp rivela il timore per i simpatizzanti dei terroristi. Prima di un’intervista al settimanale, la squadra di Eralp ha inviato per errore una nota interna in cui la politica, osservando i consigli avuti dalla polizia criminale in un colloquio circa situazioni di pericolo, ha affermato di non volersi esprimere esplicitamente su Ibrahim Ibrahim, simpatizzante di Hamas, poiché teme per la propria sicurezza e quella della propria famiglia. Ibrahim è ritenuto vicino al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), organizzazione classificata come terroristica dall’Ufficio federale per la protezione della Costituzione (Verfassungsschutz).
Eralp aveva chiesto a Der Spiegel di espungerne il riferimento, ma la redazione del settimanale ha deciso, per la rilevanza del tema, di dare la notizia e fare il nome di Ibrahim. Indicando nell’occhiello dell’articolo a sei firme: “In una nota interna l’esponente del partito Die Linke rivela di temere i simpatizzanti del terrorismo che intrattengono contatti con Hamas. Può una persona del genere essere responsabile della sicurezza nella capitale?”.
In un video-messaggio su Instagram, Eralp si è difesa: dopo le elezioni a settembre si sono intensificate le minacce nei suoi confronti e la polizia criminale (Landeskriminalamt) le ha sconsigliato di fare nomi specifici nelle sue dichiarazioni pubbliche. E ha poi criticato il periodico per aver ignorato l’invito a non diffondere la nota interna. Anche il co-presidente del gruppo parlamentare della Linke a Berlino, Tobias Schulze, ha definito “scorretto” il modo di agire della rivista. Al contempo, Eralp ha sottolineato che non si lascerà “intimidire da nessuno” e che, qualora diventasse sindaca, intende “agire con determinazione contro ogni forma di criminalità organizzata, violenza o terrore”.
Die Linke è stata accusata di non saper isolare l’antisemitismo espresso da alcune sue frange e che sue componenti a Berlino siano troppo vicine ad ambienti islamisti. Timori rinfocolati proprio dalla comparsa di Ibrahim alla festa elettorale nella sezione di Neukölln, soggetto che ha avuto contatti sia con Vanessa Emde che Ferhat Koçak, entrambi dell’ala più filopalestinese e a diverso titolo esclusi da incarichi nel partito.
Martin Hikel, rappresentante distrettuale della SPD a Berlino-Neukölln, ha dichiarato alla ARD che ha dubbi, non tanto sulla volontà di Eralp, ma sulla sua forza di controllare l’ala più estremista del suo partito. Il capogruppo della CDU al Bundestag, Thorsten Frei, è ancora più diretto: “Chi, tra le proprie fila, tollera la collaborazione con i simpatizzanti di Hamas non può assumersi in modo credibile la responsabilità della sicurezza di milioni di berlinesi”. Anche Siemtje Möller, vicepresidente del gruppo parlamentare della SPD al Bundestag ha riserve nei confronti di una coalizione con la Linke. Diversamente, i rappresentanti del suo partito nella capitale ritengono certo l’impegno di Eralp come Sindaca-Governatrice nella lotta ad antisemitismo e clan criminali. Steffen Krach, capogruppo SPD a Berlino, ha sottolineato alla ZdF: “Abbiamo raggiunto un buon accordo”. E anche la capogruppo dei Verdi, Bettina Jarasch, ha difeso l’intesa.
La Linke, i Verdi e la SPD, nel loro documento preliminare, hanno già concordato di non risparmiare sulla sicurezza e di dare priorità assoluta alla lotta contro il terrorismo, l’odio antisemita e l’estremismo. Secondo il politologo Wolfgang Schroeder dell’Università di Kassel, le possibilità di un’alleanza rosso-verde-rossa a Berlino sono però ora nettamente ridotte. Per Eralp sarà difficile garantire l’isolamento di tutte le idee antisemite dopo che sono venute a nudo “le paure verso questa gente nel partito”. Nel frattempo, la Camera dei deputati di Berlino si è riunita per la prima volta e la quarantaseienne Hendrikje Klein (Linke) è stata eletta nuova presidente, con 98 sì, 42 no e 9 astensioni.
L'articolo Elif Eralp, polemiche sulla sindaca in pectore di Berlino per una nota interna su Hamas proviene da Il Fatto Quotidiano.




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