Electrolux, presidio dei lavoratori: “Da Urso un atteggiamento da Ponzio Pilato”

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Il piano di Electrolux e i licenziamenti restano sul tavolo, in attesa di un nuovo vertice al Mimit il 15 giugno. Almeno per ora dalla multinazionale svedese non c’è stato alcun passo indietro, al di là della richiesta di ritiro da parte dei sindacati e dei lavoratori in presidio fuori dal Ministero, della contrarietà degli enti locali. E di quella del ministro delle Imprese del made in Italy Adolfo Urso e del governo, secondo cui il piano da 1700 esuberi in Italia è “irricevibile“.

“Non negoziamo con la pistola alla testa”, ha commentato il segretario generale della Fiom Cgil Michele De Palma. Per poi rivendicare al termine del vertice: “L’attuale piano evidentemente porterà alla cessazione della produzione nel nostro Paese perché attiva da subito un dimezzamento della capacità produttiva in Italia attraverso il trasferimento dei prodotti e con il rischio di un ulteriore peggioramento della situazione. Non accetteremo mai un piano che determinerebbe la fine dell’elettrodomestico nel nostro Paese. Lo stato di agitazione e le mobilitazioni dei lavoratori continueranno fino al 15 giugno”.

Se Urso e il governo si dicono contrari, dai sindacati però c’è scarsa fiducia nell’azione del governo: “Noi siamo stati sinceri, gli altri che hanno detto di no al piano vedremo cosa faranno“, ha attaccato Rocco Palombella, segretario generale Uilm. Per poi attaccare: “Urso? Da lui ho percepito un atteggiamento da Ponzio Pilato, più che un ministro determinato”. Anche De Palma attacca: “Electrolux oggi avrebbe dovuto dire al ministro Urso che avrebbe ritirato il piano, invece non l’ha fatto. Per questo credo che se entro il 15 giugno questo non accadrà, dovrà essere Giorgia Meloni a entrare in campo, deve chiamare l’amministratore delegato. Questo è un piano contro la produzione in Italia”.

L'articolo Electrolux, presidio dei lavoratori: “Da Urso un atteggiamento da Ponzio Pilato” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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