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Una famiglia italo–tunisina (lei italiana, lui tunisino, con due figli) va al palazzetto di Fasano per assistere a una partita di pallamano della Tunisia ai Giochi del Mediterraneo. Con sé porta una bandiera palestinese. I due bambini indossano delle magliette con una scritta semplice: “Free Palestine”. Ma quello che doveva essere un pomeriggio di sport si trasforma invece in un caso che ora coinvolge associazioni, organizzatori e istituzioni. Secondo la denuncia diffusa da Global Sumud Puglia e Fasano per Gaza, alla famiglia è stato chiesto di togliere la bandiera palestinese e di far girare le magliette indossate dai bambini, oppure di lasciare l’impianto. La vicenda è stata poi segnalata anche al sindaco di Fasano Francesco Zaccaria, che ha chiesto chiarimenti al Comitato Organizzatore. “In questo spirito, faccio davvero fatica a comprendere in che modo la presenza di bandiere, esposte in maniera assolutamente pacifica da una famiglia, anche con bambini, all’interno di un impianto sportivo, possa rappresentare un pericolo per la sicurezza pubblica o una violazione dei principi della manifestazione”, ha spiegato il Sindaco di Fasano interpellato da Ossservatorio Oggi.
L’episodio è avvenuto al Palazzetto dello Sport di Vigna Marina, a Fasano, durante la partita di pallamano femminile tra Tunisia e Kosovo. La famiglia, però, non era nuova a seguire la Tunisia durante i Giochi. Il padre è tunisino, la madre italiana e hanno due figli. Per lui, assistere alle partite della Nazionale rappresenta anche un modo per mantenere un legame con il Paese d’origine. È stato anche a Francavilla, al palazzetto, dove anche lì gli era stata sequestrata la bandiera, salvo poi vedersela restituita dopo qualche minuto. Nessun problema invece a Taranto, dove la bandiera palestinese è stata vista tra i tifosi della Tunisia e anche durante i festeggiamenti per la medaglia d’oro conquistata dalla Nazionale tunisina. A Fasano, invece, le cose sarebbero andate diversamente.
La famiglia è entrata normalmente nel palazzetto, prima di essere avvicinata da alcuni addetti. La richiesta non avrebbe riguardato soltanto la bandiera: particolare attenzione sarebbe stata rivolta alle magliette dei bambini, con l’invito a girarle per non mostrare la scritta “Free Palestine” perché “non è un evento politico“. La famiglia non ha però accettato la richiesta. È proprio su questo passaggio che si concentra una parte della polemica. Per le associazioni che hanno sollevato il caso, quella scritta sulle magliette rappresenterebbe un messaggio di solidarietà legato a una tragedia umanitaria.
Global Sumud Puglia e Fasano per Gaza hanno quindi deciso di intervenire congiuntamente, chiedendo chiarimenti sul comportamento tenuto all’interno del palazzetto e sulle regole applicate agli spettatori. Nella loro ricostruzione viene contestata anche l’assenza, nei documenti richiamati, di un divieto specifico relativo all’esposizione di simboli politici o religiosi da parte del pubblico. Nel frattempo, sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Francesco Zaccaria, che ha definito l’episodio “incomprensibile” se confermato e ha richiamato l’articolo 21 della Costituzione sulla libertà di manifestazione del pensiero. Il primo cittadino ha inoltre sottolineato: “Per quanto mi riguarda, se all’interno del nostro Palazzetto arrivassero insieme le bandiere della Palestina e di Israele, della Russia e dell’Ucraina, dovrebbero trovare tutte spazio, tutte accoglienza. Nel contesto dei Giochi del Mediterraneo, non sarebbero divisione, sarebbero veicolo di pace”.
E proprio la natura internazionale della manifestazione rende ancora più delicato il caso. Fasano è una delle sedi dei Giochi del Mediterraneo 2026 e il suo nuovo Palazzetto di Vigna Marina ospita le gare di pallamano della competizione. L’impianto è stato scelto per accogliere le Nazionali provenienti dai Paesi del Mediterraneo, in un evento che punta proprio sull’incontro tra culture e popoli. C’è poi un elemento che, nel racconto della famiglia, rende la vicenda ancora più difficile da comprendere. Il giorno successivo alla partita contestata, durante la finale di pallamano femminile tra Italia e Tunisia, altri tifosi sarebbero tornati al palazzetto indossando magliette dello stesso tipo. Questa volta, però, non ci sarebbero stati problemi. Un dettaglio che alimenta ulteriormente le domande sulla gestione dell’episodio precedente e sull’uniformità delle regole applicate all’interno degli impianti.
L'articolo “Dite ai bambini di togliere o girare la maglia col simbolo della Palestina o uscite dal palazzetto”: il caso a Fasano durante i Giochi del Mediterraneo proviene da Il Fatto Quotidiano.




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