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L’evoluzione dei costumi sociali non scalfisce il terrore intimo di rivelare i propri sentimenti, né il tempo riesce a consumare la spinta vitale dell’attrazione. In un’intervista al quotidiano La Stampa, lo scrittore André Aciman analizza la natura immortale dell’innamoramento, partendo dall’eredità del suo celebre romanzo Chiamami col tuo nome (2007). “Oggi più persone accettano l’omosessualità e quasi nessuno si stupisce se qualcuno è gay. Ma la paura di dichiararsi rimane esattamente la stessa”, afferma l’autore. La vulnerabilità umana, secondo Aciman, resiste a qualsiasi cambiamento socioculturale: “Dire a qualcuno che ci teniamo a lui è sempre spaventoso“. Persino dopo un approccio fisico distaccato, ammettere di volere un legame più profondo ricorda a chiunque che “la paura di parlare con il cuore non cambia mai”.
Un’emozione pura e senza età, tanto che lo scrittore si oppone all’idea che l’intensità tra due persone debba fisiologicamente esaurirsi: “Il desiderio non invecchia”. Su questo punto, la sua convinzione personale è netta: “Finché sarò dotato di libido, amerò provare desiderio”.
L'articolo “Dire a qualcuno che ci teniamo a lui è sempre spaventoso. Finché sarò dotato di libido, amerò provare desiderio. Chiamami con il tuo nome? Sono stato molo esplicito sul sesso”: così André Aciman proviene da Il Fatto Quotidiano.




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