Dietrofront Usa su Anthropic. Torna Claude Mythos 5

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Retromarcia. O quasi. Il governo americano ha revocato il blocco sul potente modello di IA dal nome Claude Mythos 5 di Anthropic, consentendo all’azienda di distribuirlo a oltre cento istituzioni americane, tra cui grandi imprese ed enti federali. La decisione, comunicata ad Anthropic tramite una lettera inviata nel pomeriggio di venerdì, segna un significativo allentamento della tensione nel confronto tra l’amministrazione di Donald Trump e una delle aziende private più importanti al mondo.

Due settimane fa, l’amministrazione aveva imposto controlli all’esportazione su Mythos, portando alla sospensione del modello e del suo gemello Fable 5 che dovrebbe essere sbloccato a breve. La stessa Anthropic aveva cercato di porre limiti all’impiego di Claude in scenari come la sorveglianza di massa dei cittadini statunitensi e i droni autonomi letali, attirando una dura risposta da parte del dipartimento della Difesa, che definì Anthropic come possibile supply-chain risk.

“Ho stabilito che esistono le misure di sicurezza adeguate per consentire a determinati partner di fiducia di accedere al modello Claude Mythos 5”, ha scritto il segretario al Commercio americano Howard Lutnick a Tom Brown, chief computer officer di Anthropic, citando significativi progressi nelle intense discussioni tra Washington e l’azienda da quando il blocco è entrato in vigore. “Anthropic si è impegnata a collaborare con il governo americano su protocolli, standard e rilasci” relativi ai propri modelli, ha scritto Lutnick. La decisione arriva lo stesso giorno in cui OpenAI, principale concorrente di Anthropic, ha inviato il suo modello più recente, GPT-5.6, a una ristretta cerchia di partner approvati dall’amministrazione Trump.

Tutto questo mentre la stessa OpenAI potrebbe posticipare al 2027 la propria quotazione in borsa, originariamente prevista tra il terzo e il quarto trimestre del 2026. Gli advisor di OpenAI hanno presentato al ceo Sam Altman due opzioni: rinviare la quotazione al 2027 per raggiungere una valutazione di 1.000 miliardi di dollari (contro i 730 miliardi dell’ultima raccolta fondi di marzo) oppure quotarsi prima ma con una valutazione inferiore. Altman sembrerebbe intenzionato a non scendere a compromessi sulla soglia dei mille miliardi, cifra considerevole per un gruppo che non avrebbe ancora generato utili e che sta investendo massicciamente in data center e nel reclutamento di talenti a scapito di Anthropic, che punta a quotarsi entro fine anno.

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