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Contenuto tratto dal numero di settembre 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
ITALMATCH CHEMICALS – BRANDVOICE | PAID PROGRAM
Tutto è iniziato a Spoleto nel 1998, in una fabbrica di fiammiferi. L’intuizione è stata impiegare il fosforo non per produrre fuoco, ma come ritardante di fiamma. Da quella scelta è nata Italmatch Chemicals, oggi gruppo globale della chimica di specialità con oltre 1.100 dipendenti, 20 impianti, otto centri di ricerca e un fatturato di circa 700 milioni di euro. L’azienda opera nel trattamento delle acque, nei lubrificanti, nelle specialità per l’energia, nell’elettrificazione e nell’economia circolare. Un percorso di sviluppo basato su una strategia di acquisizioni, sostenuto da fondi di private equity e guidato, sul fronte finanziario, dal group cfo e general manager Maurizio Turci.
Il settore in cui Italmatch opera è tra i più rilevanti del manifatturiero italiano. Secondo i dati Federchimica, la chimica conta più di 2.800 imprese, impiega oltre 113mila persone e genera 65 miliardi di euro di fatturato. Un comparto con un effetto moltiplicativo significativo sull’intera economia: 100 euro di valore aggiunto nella chimica ne attivano altri 232 lungo tutte le filiere collegate. Ma al tempo stesso il settore affronta pressioni strutturali rilevanti: costi energetici alti, pressione competitiva internazionale, un contesto geopolitico in continua evoluzione. In questo quadro, navigare richiede strutture finanziarie solide e una visione che vada oltre il breve termine.
Il cfo diventa stratega
“Dal mio ingresso come direttore finanziario in Italmatch, nel 1998, la figura è cambiata radicalmente”, spiega Turci. “Oggi è un ibrido. Da un lato deve saper anticipare i mercati, dall’altro deve essere il regista del futuro finanziario dell’azienda. Non solo controllo, ma abilitazione al cambiamento”. Secondo il Future ready cfo report 2026 di Wolters Kluwer, l’87% dei cfo ritiene che il proprio ruolo si sia ormai esteso stabilmente alla strategia aziendale, trasformando la funzione finanziaria in un centro operativo strategico, senza però abbandonare le responsabilità tradizionali.
“C’è chi parla di cfo come chief futurist officer. Il cfo è sempre più chiamato a leggere scenari complessi, a gestire l’incertezza come variabile strutturale e non eccezionale, con uno sguardo al futuro”.
Diciassette acquisizioni e il ruolo del private equity
Il percorso di internazionalizzazione di Italmatch è legato a una strategia di m&a ambiziosa, avviata nel 2007 con la prima acquisizione dello stabilimento di Arese (Mi) da Akzo Nobel. Da allora il gruppo ha completato 17 operazioni, seguendo una logica di ‘buy and build’. A operazioni di dimensione rilevante si sono affiancate acquisizioni più piccole ma strategicamente significative, spesso orientate all’innovazione e alla sostenibilità.
Per esempio Eco Inhibitors, che utilizza scarti di lavorazione del salmone come sostituto green dell’etanolo nelle operazioni offshore nel Mare del Nord, o Magpie, con tecnologie per il recupero dei metalli dall’acqua, applicabili anche alle batterie per veicoli elettrici. “Ogni acquisizione nasce da una lettura preventiva di dove si sposterà la domanda. È un esercizio che assomiglia più alla pianificazione di scenario che alla finanza tradizionale: si tratta di espandersi in mercati complementari, diversificare il portafoglio, anticipare bisogni che il mercato non ha ancora del tutto espresso”.
Un ruolo determinante, in questa traiettoria, lo ha avuto il private equity. Binomi come quello tra Italmatch e i fondi di investimento sono ancora piuttosto rari nel panorama italiano. Nel tempo si sono avvicendati diversi partner: da 21 Invest e Iniziativa Piemonte alle origini, passando per Invest Industrial, Mindful Capital Partners (ex Mandarin Capital) e Ardian, fino all’ingresso di Bain Capital nel 2018 e alla partecipazione, nel 2023, di Dussur, fondo saudita che ha aperto prospettive sul mercato del Medio Oriente.
“Ciascuno ha contribuito a definire traiettorie di crescita specifiche: nuove geografie, aperture a nuovi mercati, spinte culturali e industriali. Con Bain abbiamo formalizzato il percorso di trasformazione digitale e ci siamo evoluti nell’ambito esg”. Entrare in un percorso con un fondo di private equity, per Turci, significa soprattutto misurarsi con una logica di creazione di valore definita: “Il fondo si aspetta un cfo capace di gestire strutture finanziarie complesse, comunicare con trasparenza verso l’esterno, costruire fiducia con gli investitori istituzionali. Ma soprattutto in grado di leggere oltre il singolo bilancio, di costruire su dove l’azienda sarà tra cinque o dieci anni, non solo su dove è oggi. È un esercizio di proiezione costante, non di semplice rendicontazione”.
Il bond da 690 milioni e la prossima fase di crescita
A inizio 2026 Italmatch ha completato il rifinanziamento del bond, un’operazione da 690 milioni di euro con scadenza al 2031. L’operazione, andata in oversubscription, ha segnato la riapertura del mercato primario high yield europeo nel settore chimico dopo quattro mesi di inattività. Il pricing del tasso fisso è risultato il migliore per un’emissione europea single-b nel settore dal 2021; Moody’s ha contestualmente migliorato il rating del gruppo, primo upgrade in cinque anni per un produttore chimico europeo in questa fascia. “È il risultato di una gestione proattiva della struttura finanziaria, pianificata per sostenere la crescita di lungo periodo, ottimizzare il costo del debito e liberare risorse per i piani industriali futuri”.
Guardando avanti, il gruppo sta valutando nuove opportunità di crescita, continuando a investire nella digitalizzazione e nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale. “In un contesto macroeconomico che lascia poco spazio alle previsioni certe, la traiettoria di Italmatch si è costruita su una combinazione di visione industriale di lungo periodo e gestione finanziaria disciplinata. Il futuro non si eredita, si costruisce. Il cfo moderno non può limitarsi a misurare il valore. Deve contribuire a crearlo”.
L’articolo Da una fabbrica di fiammiferi a 700 milioni: così Italmatch ha costruito la sua crescita è tratto da Forbes Italia.







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