Da Tallin Zelensky lancia una nuova proposta per la pace in Ucraina

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Un cessate il fuoco immediato e un vertice tra i principali attori coinvolti nel conflitto. È questa la proposta rilanciata dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante il vertice dei Paesi Nordic-Baltic Eight (Nb8) tenutosi a Tallinn, in Estonia. Nel momento in cui i negoziati con Mosca continuano a non produrre risultati concreti, il leader ucraino ha ribadito che la priorità assoluta resta fermare i combattimenti e creare le condizioni per una pace duratura.

“La soluzione ideale nei negoziati di pace è porre immediatamente fine alla guerra”, ha dichiarato Zelensky nel corso della conferenza stampa finale, “come minimo, occorre compiere il primo passo: un cessate il fuoco incondizionato e totale”. Per raggiungere questo obiettivo, secondo il presidente ucraino, sarebbe necessario organizzare un incontro al massimo livello tra Ucraina, Russia, Europa e Stati Uniti. “L’Ucraina ha la volontà di fare tutto questo. Vedremo se anche la Russia ne avrà la volontà. Finora non l’ha dimostrata”, ha aggiunto.

Il tema della rappresentanza europea nei futuri colloqui è stato uno degli argomenti centrali affrontati a Tallinn. Zelensky ha sottolineato che l’Europa dovrà necessariamente essere coinvolta nel processo negoziale, ma ha escluso che possa assumere il ruolo di mediatore neutrale. “Putin è l’aggressore e l’Europa ha il potere di fermarlo”, ha affermato, sostenendo che il continente debba partecipare ai negoziati come parte direttamente interessata alla sicurezza europea. Quanto alla possibile composizione della delegazione europea, il presidente ucraino ha indicato Francia, Germania e Regno Unito come una possibile soluzione. Una soluzione che non arriva ex-abrupto: poche ore prima questi stessi Paesi avevano rilasciato una dichiarazione congiunta da Londra in cui si delineava un piano d’azione per sbloccare l’impasse diplomatica nel conflitto in Ucraina.

Oltre all’aspetto diplomatico, il vertice ha prodotto anche nuovi risultati nel settore della cooperazione militare. Zelensky ha annunciato la firma di un nuovo accordo con la Lettonia finalizzato a rafforzare la produzione congiunta e la cooperazione industriale nel settore dei sistemi senza pilota. Il presidente ucraino ha inoltre insistito sulla necessità di accelerare il processo di adesione del suo Paese all’Unione Europea, sostenendo che Kyiv abbia già soddisfatto i requisiti necessari per l’apertura dei cluster negoziali.

Il vertice di Tallinn arriva però in un momento in cui l’unità europea sul sostegno all’Ucraina mostra alcune crepe. Nelle stesse ore, infatti, la Bulgaria ha annunciato la sospensione degli aiuti militari a Kyiv. Il ministro della Difesa Dimitar Stoyanov ha spiegato che il nuovo governo guidato da Rumen Radev ritiene che la guerra non possa essere risolta sul campo di battaglia e che sia giunto il momento di puntare esclusivamente sui negoziati. Una decisione che si pone in netto contrasto con la linea emersa dal summit nordico-baltico, dove invece il sostegno all’Ucraina continua a essere considerato una condizione indispensabile per arrivare a una pace sostenibile. Ma che non stupisce particolarmente, considerando le posizioni filo-russe abbastanza esplicite della leadership bulgara al potere.

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