Come regolare audiovisivo e contenuti nell’era dell’IA. Il seminario di Techno Polis

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Il 3 luglio a Roma si discuterà di una delle partite più sensibili per il futuro dei media europei: come regolare audiovisivo e contenuti nell’era dell’intelligenza artificiale senza sacrificare innovazione, pluralismo e competitività. L’evento promosso da Techno Polis Forum-Lab e LeitAI, dal titolo Nuove regole per nuovi mercati? Scenari di regolamentazione in Europa e in Italia dell’audiovisivo e dei contenuti nell’era dell’IA, arriva infatti in una fase cruciale, segnata dal percorso di revisione della direttiva europea sui servizi di media audiovisivi (Avmsd) e dall’intreccio sempre più stretto tra piattaforme, algoritmi, modelli generativi e filiera culturale.

Il punto di partenza è chiaro: l’intelligenza artificiale non è più un fattore esterno al settore audiovisivo, ma una componente strutturale della sua trasformazione. Incide sulla scrittura, sulla produzione, sulla localizzazione, sulla distribuzione, sulla promozione e persino sulla scoperta dei contenuti. Riduce costi e tempi, amplia le possibilità di accesso e di circolazione transfrontaliera delle opere, ma al tempo stesso apre interrogativi su diritti, trasparenza, remunerazione dei creativi, tutela dei minori e integrità dell’ecosistema informativo.

È questo il quadro entro cui si colloca la revisione dell’Avmsd. La questione, oggi, non è soltanto se le regole europee siano ancora adatte a governare il mercato audiovisivo, ma come aggiornarle in un ambiente in cui la distinzione tra editore, piattaforma, interfaccia e motore algoritmico è sempre meno netta. Da qui il nodo politico e regolatorio: evitare sia una deregolamentazione di fatto, che lascerebbe campo libero alle asimmetrie di mercato, sia una riscrittura completa della direttiva, che rischierebbe di sovrapporsi a strumenti già esistenti come Dsa, Dma, Emfa e AI Act.

Per discutere le sfide future della regolamentazione, Techno Polis, insieme a LeitAI, mette allo stesso tavolo i player principali, dalla Commissione europea alle istituzioni italiane e alle aziende, a partire da un policy brief che sarà discusso nell’occasione. 

È proprio in questo dialogo tra Bruxelles, regolatori nazionali e operatori di mercato che si misura la posta in gioco. Temi come il principio del paese d’origine, la prominenza delle opere europee, gli obblighi di investimento, la trasparenza delle comunicazioni commerciali, la tutela degli utenti e la protezione dei contenuti non possono più essere affrontati con le stesse categorie pensate per un ecosistema pre-algoritmico. Ma neppure la cornice regolamentare può essere stravolta o rimossa, pena il crollo degli investimenti e il minore benessere dei consumatori e dei diversi attori del settore.

Per questo l’evento romano si annuncia come un passaggio utile non solo per gli addetti ai lavori, ma per chiunque guardi al futuro dell’industria culturale europea. Perché dall’equilibrio che si riuscirà a costruire tra regole, tecnologia e mercato dipenderà una parte rilevante della capacità dell’Europa di difendere la propria sovranità culturale e, insieme, di restare competitiva nell’economia dei contenuti.



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