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Immaginate di dover manipolare un’Intelligenza Artificiale per convincerla a rivelarvi una password segretissima. Oppure di avere i minuti contati per decifrare un codice binario vitale per sbloccare l’accesso a un sistema informatico protetto. Non è la trama dell’ultimo thriller tecnologico in streaming, né il livello finale di un videogioco: è la prova reale affrontata questa mattina da duecento studenti delle scuole superiori del Varesotto e dell’Altomilanese. Niente cattedre, niente noiose lezioni frontali o slide proiettate nel buio di un’aula magna: per capire concretamente cosa li aspetta nel mondo del lavoro di domani, i ragazzi sono stati “rinchiusi” in una gigantesca Escape Room educativa.
Il palcoscenico di questa stimolante giornata formativa è stato il Campus Reti di Busto Arsizio, quartier generale dell’omonima società benefit — quotata su Euronext Growth Milan — che da trent’anni opera come uno dei principali player italiani nella consulenza IT e nella System Integration. L’evento si inserisce nella nuova edizione di Reti4School, un progetto ideato dall’azienda per traghettare i giovani (nello specifico, gli alunni delle classi quarte di sette istituti secondari) dalla teoria scolastica alla complessità della trasformazione tecnologica moderna, mettendoli a confronto diretto con i professionisti del settore.
Le quattro sfide dell’Escape Room
Divisi in quattro squadre concorrenti, gli studenti si sono misurati in una competizione esperienziale e serrata, con l’obiettivo finale di scoprire un codice segreto. Per vincere, i gruppi hanno dovuto superare enigmi e prove tecniche distribuiti in quattro macro-aree, che ricalcano fedelmente le competenze oggi più richieste dal mercato del lavoro:
Intelligenza Artificiale e IoT: la prova più affascinante del percorso. Utilizzando una piattaforma educativa dedicata alla sicurezza dell’AI, i ragazzi hanno testato in modo empirico le vulnerabilità dei modelli linguistici. Hanno letteralmente cercato di aggirare le difese di un sistema per farsi consegnare una password segreta, comprendendo sul campo i rischi legati alla manipolazione degli algoritmi.
Sistemi e Cybersecurity: un modulo costruito sul gaming a tempo. Tra equazioni complesse, decodifica di codici binari e architetture di sicurezza informatica, il percorso ha spinto gli studenti a una riflessione guidata sul delicato confine (e sulle sostanziali differenze) tra intelligenza umana e logica computazionale.
Data Analysis: nell’era in cui l’informazione è il nuovo petrolio, questa stazione ha messo alla prova le capacità analitiche dei ragazzi. Hanno dovuto raccogliere, ripulire, leggere e interpretare grandi moli di dati grezzi per estrapolare la soluzione all’enigma.
Soft Skills: la tecnologia, da sola, non basta. L’ultima area ha costretto i gruppi a staccare gli occhi dallo schermo per misurarsi con il fattore umano. Comunicazione efficace, problem solving, leadership e coordinamento: i ragazzi hanno toccato con mano come nessun sistema complesso possa funzionare senza la reale collaborazione all’interno del team.
Un ponte tra formazione e impresa
L’obiettivo dell’iniziativa, lontana dalle logiche tradizionali dell’orientamento passivo, è quello di creare una reale consapevolezza professionale: “Reti dedica da sempre un impegno costante nel sostenere la crescita delle nuove generazioni e nel promuovere una cultura dell’innovazione consapevole“, ha spiegato Lorenzo Beliusse, Marketing Director dell’azienda. “Accogliere gli studenti all’interno del Campus significa offrire loro un contesto reale in cui sperimentare tecnologie avanzate e mettersi alla prova. Attraverso sfide progettate per stimolare collaborazione e pensiero critico, intendiamo ispirare i giovani nel costruire con responsabilità il proprio percorso. In questo modo, il Campus diventa uno spazio dove curiosità e talento possono tradursi in opportunità concrete di crescita”.
Un ponte tra scuola e impresa che ha visto protagonisti i ragazzi di istituti storici del territorio: l’IIS Carlo Alberto Dalla Chiesa di Sesto Calende, l’ISIS J.M. Keynes di Gazzada, l’ITE-LL Gadda Rosselli di Gallarate, l’Itet Giuseppe Maggiolini di Parabiago, e tre scuole bustocche (l’ITE Enrico Tosi, l’IT Siai Marchetti e il Liceo Scientifico Blaise Pascal). Studenti che, dopo la sfida di oggi, guarderanno all’Intelligenza Artificiale non solo come a uno strumento da interrogare, ma come a un sistema complesso di cui comprendere regole, rischi e limiti.
L'articolo Come “hackerare” un’Intelligenza Artificiale: 200 studenti in gara nell’Escape Room del Campus Reti proviene da Il Fatto Quotidiano.





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