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Si chiamavano Morticia, Pandora, Andrea, Nerone e Denise. Vivevano liberi per le strade di Pietrasanta, accuditi all’interno di una colonia felina della cittadina in provincia di Lucca, ma la loro esistenza è stata stroncata da una ferocia sistematica e letale. Tra febbraio e l’autunno in corso, i cinque felini sono stati rinvenuti senza vita, tutti vittime di aggressioni brutali e torture eseguite in serie con le medesime, agghiaccianti modalità.
A far luce sulla strage sono le guardie zoofile di Lucca dell’Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), che da mesi seguono il caso. I cinque animali accertati sono stati ritrovati in condizioni estreme, massacrati attraverso un modus operandi identico: trauma facciale e mandibolare, sfondamento cranico e sevizie. Violenze che l’Oipa definisce “tanto brutali quanto sistematiche”, tali da far ipotizzare agli investigatori persino la responsabilità congiunta di più persone.
Il macabro bilancio, tuttavia, potrebbe essere drammaticamente più grave. Secondo quanto emerso dalle denunce e dai rilievi sul territorio, nel corso degli ultimi mesi e anni risultano scomparsi almeno un’altra trentina di gatti nella medesima area, sollevando il forte sospetto che le uccisioni seriali e le sparizioni non siano affatto casuali, ma collegate a un unico disegno criminale.
L'articolo “Cinque gatti torturati e uccisi sempre con le stesse modalità tanto brutali quanto sistematiche, fate attenzione: in giro c’è un serial killer di felini”: l’allarme degli animalisti dopo i fatti di Pietrasanta proviene da Il Fatto Quotidiano.




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