“Ci avevano detto che era una pratica che riguardava tutti, ma alla fine siamo stati gli unici. È strano”: Cannavaro dopo la perquisizione

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Manca un giorno alla prima partita dei Mondiali e si continua a parlare più dei controlli rigidissimi anche per calciatori e allenatori, che di calcio giocato. Tra i casi più discussi c’è quello dell’Uzbekistan e di Fabio Cannavaro, perquisiti con metal detector e soprattutto con cani antidroga. Sul tema è tornato lo stesso commissario tecnico parlando a CGTN Sports Scene. “Ci avevano detto che era una pratica che riguardava tutti, ma ha riguardato soltanto noi“, ha spiegato l’ex difensore che con l’Italia ha vinto da capitano i Mondiali del 2026. “Quindi l’ho trovato strano. Dovrete chiedere a loro il motivo“, ha concluso sorridendo.

Cannavaro, il suo staff e i calciatori infatti sono stati perquisiti dal personale di sicurezza della sede dell’evento. Tutti in fila indiana, sottoposti per circa un minuto a testa a dei controlli con metal detector, come si vede nelle immagini mostrate da Espn. Poi valigie e zaini ammassati a terra, con un cane antidroga vicino ad annusare tutto. Tra i primi a essere sottoposti all’operazione c’era appunto anche il commissario tecnico Fabio Cannavaro, poi a ruota lo staff e i calciatori. La scena ha lasciato di stucco diversi membri della delegazione uzbeka – stupiti come si vede dalle immagini – che non si aspettavano un protocollo di sicurezza così rigido, a pochi minuti dall’ingresso nello stadio in cui l’Uzbekistan ha sfidato l’Olanda, nel match perso poi per 2-1.

L'articolo “Ci avevano detto che era una pratica che riguardava tutti, ma alla fine siamo stati gli unici. È strano”: Cannavaro dopo la perquisizione proviene da Il Fatto Quotidiano.

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