ARTICLE AD BOX
Dalla crisi del grano alle petroliere colpite: il mar Nero sempre più terreno (acque) di scontro tra fazioni, ma con una differenza rispetto al passato. Gli Usa hanno progressivamente abbandonato il controllo e il monitoraggio di quell’area, che resta quindi sulle spalle dell’Europa. Sarà in grado l’Ue di controllarla? Al momento pare di no. Ieri intanto altre due navi sono state colpite.
Droni in libertà
Gli attacchi con i droni nel Mar Nero sono inaccettabili: queste le parole di von der Leyen, presidente della Commissione europea. Si tratta di interventi portati contro navi mercantili vicino alle coste bulgare: «Il Mar Nero è diventato un altro fronte di escalation della guerra russa in Ucraina. Questo è inaccettabile. I responsabili devono essere chiamati a risponderne», ha dichiarato. Ma prima occorre organizzare un’azione di controllo completo del mare in questione. Pochi giorni fa una nave mercantile di proprietà turca che trasportava grano ucraino è affondata al largo delle coste rumene dopo un attacco, verosimilmente di droni russi.
I mancati risultati
Da mesi si è riacceso il dibattito sulla capacità dell’Europa di proteggere la navigazione e le infrastrutture critiche nel Mar Nero, ma dopo il lancio da parte dell’Ue di una strategia per rafforzare la sicurezza nella regione, nel maggio dello scorso anno, i risultati non si sono ancora visti. Il centro di sicurezza marittima del Mar Nero, finalizzato, tra le altre attività, a coordinare il supporto e a rafforzare la cooperazione tra le guardie costiere, non riesce ad incidere, visto che i droni avversari colpiscono indisturbati.
Molto preoccupata la Romania che da anni sta sollecitando Ue e Nato ad accelerare una serie di interventi di sicurezza specifici per il Mar Nero. Per questa ragione Bucarest ha sostenuto l’adozione del Black Sea Security Act da parte del Congresso degli Stati Uniti nel 2023. Ma proprio le forze armate americane hanno effettuato una sorta di disimpegno dal Mar Nero. E oggi l’Ue, che di tale decisione aveva avuto non poche avvisaglie, si ritrova in forte ritardo.
Chi comanda nel Mar Nero?
Ma non c’è solo la Russia ad operare nel Mar Nero, anche la Cina sta rafforzando la sua influenza nella regione costruendo ad esempio l’imponente porto di Anaklia in Georgia, nell’ambito della sua iniziativa “Belt and Road”. Proprio al fine di bilanciare l’influenza russa, Pechino ha stretto accordi di partenariato strategico e regimi di viaggio senza visto con Georgia e Azerbaijan. Inoltre le apparecchiature Huawei e ZTE sono diffuse nell’infrastruttura di telecomunicazioni georgiana, con appalti che si estendono ai servizi digitali e ai sistemi di sorveglianza.
Ma mentre la Romania ha visto diminuire la quota di componenti cinesi nella sua infrastruttura di telecomunicazioni, la Bulgaria continua ad avere una vasta rete made in Cina.
Di fatto Xi ha una propria sfera di influenza sul Mar Nero. Come se ne esce? Guardando ad altri partner. Quando Ankara ha aderito alla Convenzione di Montreux, che impedisce alle navi militari di entrare nella regione del Mar Nero in tempo di guerra, ha determinato un effetto: stemperare le ambizioni della Russia. Quindi la Turchia, in quanto attore chiave nel Mar Nero, resta un partner vitale per quell’Ue che, ad oggi, non riesce ad incidere in quelle acque.

2 hour_ago
2




English (US) ·