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Uno scontro istituzionale. Sulle chat di Andrea Delmastro. Dopo la consegna del “dischetto” con le chat dell’ex sottosegretario di FdI con il ristoratore ed ex prestanome del clan Senese Mauro Caroccia, il presidente della giunta per le Autorizzazioni Devis Dori ha proposto di visionare le conversazioni: i componenti della giunta hanno diritto a vedere le chat, è stato il senso del ragionamento di Dori. Una proposta che non è piaciuta alla maggioranza di destra che frena. “Deciderà la giunta plenaria a inizio settimana”, hanno detto i componenti della maggioranza. Se si dovesse andare al voto, la proposta sarebbe bocciata. Non è escluso che alla fine possa decidere il presidente della Camera Lorenzo Fontana. Ma ci sono già due precedenti: uno riguarda il caso Almasri, l’altro addirittura il caso Ruby.
Il voto a Montecitorio era previsto per oggi, ma la riunione dei capigruppo ha deciso di far tornare il dossier in giunta: oggi è infatti arrivata una lettera del procuratore Lo Voi che ha ribadito come le conversazioni siano “fondamentali per l’inchiesta” e, alla luce di questo, si è scelto di sottoporre di nuovo il caso all’organismo per le Autorizzazioni. “Una procedura anomala“, ha contestato Forza Italia. Le opposizioni, al contrario, insistono nel chiedere che sia possibile la lettura delle conversazioni: “Di cosa hanno paura?”. Il 22 luglio era stato proprio il centrodestra a votare contro l’autorizzazione.
Come raccontato dal Fatto quotidiano, già a inizio luglio, la procura aveva inviato una nota a Montecitorio per ribadire che le chat di whatsapp sono “essenziali”, precisando che “gli approfondimenti non riguardano Delmastro che non è indagato”. Nella lettera si alludeva anche al fatto che, una risposta negativa, avrebbe potuto compromettere l’inchiesta sulla criminalità organizzata a Roma: innanzitutto quella in cui Caroccia è accusato insieme alla figlia Miriam dei reati di intestazione fittizia e riciclaggio, con l’aggravante mafiosa di aver utilizzato l’impresa aperta con il parlamentare e altri quattro soci biellesi per agevolare il clan capeggiato da Michele Senese detto “O’ Pazzo”. A rivelare l’esistenza di una chat dal nome “Le 5 Forchette“, composta dai soci della srl (con Caroccia al posto della figlia Miriam) è stata Barbara Tritoni, moglie di Mauro, che è stata sentita come testimone dalla Guardia di finanza. Oltre a questo filone, c’è poi un’altra indagine più ampia sui nuovi affari sul territorio del clan Senese.
L'articolo Chat Delmastro, è scontro istituzionale: il presidente in Giunta propone di visionarle, la destra frena proviene da Il Fatto Quotidiano.




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