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Dalla tenuta di una Maison indipendente nella Vallée de la Marne alle esperienze gastronomiche di Épernay, passando per una storia familiare che attraversa tre generazioni e un imprenditore italiano che ha conquistato un posto nel vigneto francese. In Champagne, il viaggio si misura in calici, paesaggi e incontri capaci di raccontare un territorio prima ancora di una denominazione.
Il 23 ottobre, in occasione dello Champagne Day, è l’occasione giusta per cominciare a scoprirlo. O anche solo per segnarsi degli indirizzi da visitare.
La cultura della denominazione: terroir, vitigni e il ruolo del Bureau du Champagne
La Champagne, nel nord-est della Francia, è una regione in cui il vino è parte integrante del paesaggio e della cultura. Qui nasce lo Champagne, vino a denominazione d’origine protetta prodotto secondo regole precise, dalla provenienza delle uve ai metodi di vinificazione e affinamento.
Chardonnay, Pinot Noir e Meunier sono i tre vitigni principali, protagonisti di interpretazioni che cambiano a seconda dei terroir, degli assemblaggi e delle scelte delle singole Maison.
Esiste anche un’organizzazione per tutelare questo vino: il Bureau du Champagne è il riferimento italiano del Comité Champagne, l’organizzazione interprofessionale che rappresenta oltre 16mila vigneron e 350 Maison e lavora alla tutela, alla valorizzazione e alla conoscenza della denominazione. Attraverso attività di formazione e iniziative dedicate, contribuisce a diffondere la cultura dello Champagne anche in Italia.
L’edizione 2026: gli abbinamenti d’autore tra Champagne e riso italiano
Per l’edizione 2026, il Bureau du Champagne, propone di esplorare il rapporto tra Champagne e riso, ingrediente simbolo della cucina italiana che offre molteplici possibilità di abbinamento. L’idea è giocare con consistenze, sapidità e intensità aromatiche: un Brut per accompagnare un supplì cacio e pepe, un Blanc de Blancs con un risotto al limone e gamberi rosa, un Rosé Brut con riso al salto e cozze, un Extra Brut con il risotto allo zafferano e un Blanc de Noirs con i funghi porcini. Cinque proposte che dimostrano come la scelta dello Champagne possa cambiare in funzione del piatto, tra affinità e contrasti.
Ma visitare la Champagne significa andare oltre la degustazione. Significa entrare nelle cantine, ascoltare le storie di chi produce, conoscere le differenze tra le cuvée e scoprire come il vino si intrecci con arte, gastronomia e ospitalità. Ecco 9 esperienze di lusso per chi ama lo champagne.
Virginie T: una storia di famiglia tra tradizione e modernità
Per conoscere una delle anime contemporanee della Champagne si può partire da Virginie T, Maison fondata nel 2006 da Virginie Taittinger a Sillery, ai piedi della Montagne de Reims. La sua storia personale è profondamente legata a quella del vino: figlia di Claude Taittinger, già presidente della Maison Taittinger, e di Catherine de Suarez d’Aulan, già proprietaria di Piper-Heidsieck, Virginie ha lavorato per 21 anni al fianco del padre prima di intraprendere un percorso autonomo.
Dal 2015 è affiancata dal figlio Ferdinand Pougatch, con cui condivide la ricerca di uno stile contemporaneo, capace di rispettare il patrimonio della denominazione senza rinunciare a nuove interpretazioni. Quella di Virginie T. è una boutique Maison che produce meno di 80mila bottiglie, privilegiando selezione delle uve e affinamenti prolungati. Circa l’85% dei vigneti da cui provengono le uve selezionate è classificato Grand Cru e Premier Cru.
Il progetto racconta una Champagne in cui il savoir-faire si trasmette tra generazioni, ma si rinnova attraverso sensibilità e linguaggi diversi. Per chi desidera includere la Maison nel proprio itinerario, è consigliabile contattare direttamente la struttura per verificare le possibilità di visita e degustazione, senza dare per scontata la disponibilità di un percorso aperto al pubblico.
Tribaut-Schloesser: degustare nel cuore della Vallée de la Marne
A Romery, nella Vallée de la Marne, il Domaine Tribaut-Schloesser propone un’esperienza più raccolta di quelle delle grandi Maison, legata alla conoscenza delle cuvée e del territorio. Il vigneto si trova in un’area dove si incontrano suoli argilloso-calcarei e terreni gessosi, con esposizioni favorevoli alla maturazione delle uve. Dal 2023 i vigneti di proprietà sono certificati in agricoltura biologica e la Maison adotta pratiche orientate alla tutela del suolo, tra cui l’inerbimento e l’impiego di trattamenti di origine naturale.
La visita consente di avvicinarsi al lavoro della Maison attraverso una degustazione di un massimo di cinque cuvée. L’appuntamento è disponibile dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17; il sabato si accede su appuntamento per degustazioni e acquisti.
Il costo indicato è di 15 euro a persona, da riconfermare al momento della prenotazione. Tra le etichette da conoscere c’è Origine Brut, distribuito in Italia da Ca’ di Rajo Group. L’assemblaggio comprende 50% Meunier, 30% Chardonnay e 20% Pinot Noir, con uve provenienti da otto terroir della Vallée de la Marne e della Montagne de Reims. Dopo 24 mesi sui lieviti, esprime note di pera e mirabella, accompagnate dalla complessità conferita dal 20% di vini di riserva affinati in legno. Il prezzo indicativo è di 35 euro.
Perrier-Jouët: quando lo Champagne incontra l’Art Nouveau
A Épernay, uno dei nomi da segnare in agenda è Perrier-Jouët, Maison che ha fatto dell’eleganza floreale e del dialogo con le arti uno dei tratti distintivi della propria identità. L’indirizzo da raggiungere è il 26 di avenue de Champagne, dove il Cellier Belle Époque accoglie gli ospiti in uno spazio dedicato alle degustazioni, alla gastronomia e alla scoperta delle cuvée.
Qui è possibile prenotare The Art of Chardonnay, un’esperienza guidata di un’ora dedicata al vitigno bianco e allo stile della Maison, con degustazione di due cuvée, distribuite in Italia da Antinori. Il prezzo pubblicato è di 95 euro a persona; l’attività non comprende, purtroppo, la visita alle cantine. Per trasformare la degustazione in un’esperienza gastronomica, la Maison Belle Époque, all’11 di avenue de Champagne, propone un menu di cinque portate in abbinamento a cuvée della casa, in un ambiente che valorizza il patrimonio Art Nouveau e le opere d’arte.
Il prezzo indicato è di 390 euro a persona, con prenotazione obbligatoria. È un modo diverso di avvicinarsi allo Champagne: non soltanto attraverso l’analisi del vino, ma osservando come architettura, arte e cucina possano contribuire a costruire un’esperienza di ospitalità. Disponibilità, menu e tariffe vanno verificati prima della partenza.
Billecart-Salmon: entrare nella storia di una Maison familiare
A Mareuil-sur-Aÿ, a pochi chilometri da Épernay, Billecart-Salmon apre le porte della propria tenuta per raccontare il savoir-faire di una Maison familiare fondata nel 1818. La maggior parte delle uve impiegate dalla Maison proviene da un raggio di circa 20 chilometri da Épernay, un territorio in cui Chardonnay, Pinot Noir e Meunier offrono interpretazioni differenti.
L’esperienza può comprendere visita delle cantine, scoperta del vigneto e degustazione, secondo le disponibilità della Maison. Le richieste si effettuano direttamente attraverso il servizio di conciergerie, che privilegia piccoli gruppi e non può garantire l’accoglienza a tutti gli interessati. Le visite guidate sono previste dal lunedì al venerdì da ottobre a marzo e dal lunedì al sabato da aprile a ottobre. Un’occasione per comprendere come il carattere di una Maison non dipenda soltanto dall’assemblaggio finale, ma da una continuità di scelte, relazioni e conoscenze tramandate nel tempo.
Dom Pérignon: sulle tracce del monaco che ha fatto la storia dello Champagne
A pochi chilometri da Épernay, il villaggio di Hautvillers è una tappa imprescindibile per chi vuole conoscere le origini culturali dello Champagne. Qui si trova l’antica abbazia benedettina legata alla figura di Dom Pierre Pérignon, il monaco vissuto tra il XVII e il XVIII secolo il cui nome è diventato uno dei simboli più celebri del vino francese.
La visita al villaggio permette di passeggiare tra le strade storiche, scoprire i legami con la tradizione vitivinicola e ammirare i vigneti che disegnano le colline circostanti.Il nome Dom Pérignon identifica oggi una delle cuvée di prestigio più conosciute al mondo, prodotta da una Maison che punta sulla selezione delle annate e sui lunghi affinamenti.
È importante distinguere, però, il patrimonio storico di Hautvillers dalle proprietà produttive del marchio: visitare i luoghi legati al monaco non significa poter accedere alle cantine Dom Pérignon, la cui ospitalità è soggetta a specifiche modalità di accesso. Per approfondire il racconto storico, nell’autunno 2026 è inoltre proposto a Hautvillers lo spettacolo immersivo L’Héritage Dom Pierre Pérignon, dedicato alla figura del monaco attraverso teatro e musica, con una coppa di Champagne inclusa nell’esperienza. Date e disponibilità vanno verificate prima della partenza.
Ruinart: le cattedrali sotterranee di Reims
Fondata nel 1729, Ruinart è considerata la più antica Maison di Champagne. La visita alla tenuta di Reims conduce nelle crayères, le antiche cave di gesso scavate nel sottosuolo, oggi patrimonio di straordinario valore storico e architettonico. Questi ambienti, caratterizzati da una temperatura stabile e da un elevato livello di umidità, sono stati utilizzati per l’affinamento delle bottiglie e raccontano il rapporto tra geologia e produzione dello Champagne.
L’esperienza può comprendere un percorso guidato nelle cantine e una degustazione delle cuvée della Maison, con proposte dedicate anche allo Chardonnay, vitigno centrale nella sua identità stilistica. A rendere la visita particolarmente interessante per chi ama arte e design è il dialogo tra il patrimonio storico e l’architettura contemporanea degli spazi di accoglienza.
Ruinart è una tappa da considerare per chi vuole unire la cultura del vino alla scoperta di una delle espressioni più suggestive del patrimonio sotterraneo di Reims. Le esperienze disponibili, i prezzi e le condizioni di accesso devono essere verificati attraverso i canali ufficiali della Maison.
Veuve Clicquot: la storia di una donna che ha cambiato lo Champagne
A Reims, la visita a Veuve Clicquot è anche un viaggio nella storia dell’imprenditoria femminile. Al centro del racconto c’è Madame Clicquot, che nell’Ottocento contribuì a trasformare la Maison in una realtà internazionale, introducendo innovazioni decisive nella produzione e nella commercializzazione dello Champagne.
Le cantine storiche, scavate nel gesso, permettono di approfondire le fasi di elaborazione e affinamento, mentre le degustazioni guidate offrono l’occasione di conoscere le diverse interpretazioni della Maison, dal Brut Yellow Label alle cuvée Rosé e millesimate, secondo la formula scelta. L’esperienza può essere completata da proposte gastronomiche e appuntamenti stagionali legati al territorio. Visite, degustazioni e attività speciali sono da prenotare e verificare in anticipo.
Alberto Massucco: l’Italia che ha trovato casa in Champagne
C’è anche una storia italiana da inserire in questo itinerario, quella di Alberto Massucco, imprenditore piemontese alla guida di Massucco Industrie e protagonista di un percorso insolito nel mondo dello Champagne.
La sua passione nasce dall’incontro con i piccoli produttori indipendenti, i Récoltant Manipulant, e dalla volontà di raccontarne il lavoro al pubblico italiano. Nel tempo prende forma una rete di collaborazioni con Maison come Jean-Philippe Trousset, Gallois-Bouché e Bonnevie Bocart, oltre al progetto Les Fa’Bulleuses, che riunisce sette produttrici impegnate a valorizzare il ruolo delle donne nella viticoltura contemporanea.
L’incontro con il vigneron Erick De Sousa segna una svolta: dall’amicizia e dalla condivisione di una visione nasce l’idea di creare uno Champagne che unisca il savoir-faire francese alla sensibilità italiana di Massucco. Nel 2018 il marchio Alberto Massucco Champagne viene registrato dal Comité Champagne e nasce la prima etichetta, il millesimato Alberto 2018.
Il progetto rappresenta una presenza italiana particolare nel territorio: Massucco è la prima e unica realtà italiana proprietaria di vigneti in Champagne e registrata come produttore nella regione, secondo le informazioni fornite dall’azienda. Per scoprire questa storia non è necessario raggiungere la Francia. Anche in Italia è possibile visitare la cantina e avvicinarsi al mondo di Alberto Massucco Champagne, attraverso esperienze dedicate alla degustazione e alla conoscenza delle cuvée, a Castellamonte, in provincia di Torino.
L’articolo Champagne Day: 8 mete ed esperienze di lusso in Francia è tratto da Forbes Italia.





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