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Decine di migliaia di persone hanno partecipato al corteo del Pride di Milano, che ha attraversato il centro della città fino all’arrivo all’Arco della Pace dov’è in programma il concerto finale. Secondo gli organizzatori sono stati 350mila i partecipanti. Intorno alle 19,30 la testa del corteo non era ancora arrivata all’Arco della Pace.
Tanta musica, tanto divertimento, ma anche tanti striscioni e tanti cartelli. Il bersaglio preferito è stato naturalmente il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci il quale dopo aver detto più volte che gli omosessuali “non sono normali” (adducendo spiegazioni sui generis) in tv di recente ha aggiunto che i gay hanno già tutti i diritti, “se stanno male e vanno in ospedale li curano” e “possono guidare”. “In Italia i gay possono guidare, essere curati ed essere ammazzati” è la risposta di uno striscione. Altri striscioni sono più diretti “Caro generale oltre a poter guidare possiamo anche essere idraulici e di cessi come te ne abbiamo sturati tantì, si legge su uno striscione. E ancora su un altro il linguaggio si fa più caustico: “Meglio anale che generale”.
L'articolo Canti e balli al Pride di Milano, gli organizzatori: “Siamo 350mila”. Lo striscione per Vannacci: “Abbiamo diritti? Sì anche di essere ammazzati” proviene da Il Fatto Quotidiano.






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