Campione del mondo di Formula 1 e protagonista di una bio a fumetti: la favola di Kimi Antonelli

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Diventare campione del mondo di Formula 1 a vent’anni, in un Paese che ha aspettato il successore di Alberto Ascari per 73 anni, è qualcosa di straordinario che in queste ore riempirà copertine e articoli di giornali, magazine, riviste, pagine internet, video, telegiornali, reel sui social, podcast, libri e successivamente documentari e film.

La celebrazione di Kimi Antonelli vivrà tutto questo, l’interesse che ruota attorno a un giovanissimo campione che ci fa vivere qualcosa di inedito ci invoglia a conoscerlo e non ci stancheremo mai di cercare notizie, aneddoti, ricordi d’infanzia che lo rendano più nostro, perché, come è successo recentemente a Jannik Sinner, quel campione ci deve appartenere.

Kimi Antonelli è già patrimonio dell’automobilismo, per la facilità con cui guida, vince o sa gestire le gare che si complicano. La sua risposta pronta, il suo accento, il suo essere sempre disteso, divertente e divertito ne fanno un modello perfetto per giovani da ispirare e meno giovani da riportare dentro la Formula 1 dopo anni di magra.

Tutto questo ha reso Kimi un personaggio iconico, un simbolo. A certificare che si è arrivati al massimo livello di celebrità, mediaticità e si è entrati diffusamente in un tessuto culturale, serve che ti imitino o che ti dedichino un fumetto. Sorvolando sull’imitazione mi piace concentrarmi sulla nona arte, il fumetto. Kimi Antonelli era già diventato Kimi Paperelli per la Disney in occasione del Gran Premio di Monza. Quelle strisce illustrate mettevano il neocampione del mondo in situazioni surreali e particolari lezioni di guida ma poco prima di esso, a fine agosto, è stata pubblicata da Gallucci Editore una biografia graphic novel dal titolo Kimi Antonelli. Come è diventato un fenomeno. Firmata dal giornalista Umberto Zapelloni con le illustrazioni di Giovanni Gastaldi, ripercorre l’infanzia di Kimi e la rapida ascesa di un fenomeno appunto, un predestinato vero.

Le curiosità sull’origine del nome, sul legame con la famiglia e gli amici, gli scherzi, i passatempi, i kart, l’esordio in Formula 1 e l’andare a vivere da solo, ci portano dentro la vita di un ragazzo che non si è montato la testa nonostante il mondo sia adesso ai suoi piedi. Come ieri sera sul podio messicano quando, ai suoi piedi a issarlo in alto assieme al nostro tricolore, c’erano due fenomeni da 11 titoli mondiali. Lewis Hamilton e Max Verstappen hanno dato il benvenuto al giovanissimo italiano nel club dei campioni del mondo. Una foto perfetta per un evento storico per l’Italia che spero non resti isolato.

Kimi, e la sua storia parla per lui, ha le carte in regola per restare in alto perché sa da dove è partito e quanto ha coltivato e inseguito il proprio sogno. Il fumetto tratteggia e fissa questi istanti di felicità, facendogli attraversare il tempo. Velocissimo in tutti i sensi il suo ma che vorremmo trattenere il più a lungo possibile. Ricordiamo tutti, ad esempio, la copertina più nota del Piccolo Principe, un acquerello dipinto dallo stesso Antoine de Saint-Exupéry. Non sto citando l’opera dello scrittore francese a caso.

Potrei banalizzare scrivendo che Kimi Antonelli da piccolo principe è diventato re, ma ciò che lo rende diverso, un fenomeno, è che lo ha fatto restando fedele a una frase dell’opera ma soprattutto a se stesso: “Fai della tua vita un sogno, e di un sogno una realtà”. Una realtà che ci esalta e un sogno collettivo dal quale non vogliamo svegliarci.

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