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“Questa è la Marina israeliana. I tentativi di rompere il blocco marittimo legale sulla Striscia di Gaza costituiscono una violazione del diritto internazionale”: è un brano dell’avvertimento via radio che la Marina israeliana ha inviato alla Global Sumud Flotilla in navigazione, al largo dell’isola di Creta, con rotta sulla Striscia di Gaza. “Se desiderate fornire aiuti umanitari a Gaza, potete farlo attraverso canali consolidati e riconosciuti – continua la voce via radio – Cambiate rotta e tornate al porto di origine”. Poi la Marina ha invitato di portare gli aiuti al porto di Ashdod (che però è un porto israeliano e non è nella Striscia). Lì “gli aiuti saranno sottoposti a un’ispezione di sicurezza” continua il messaggio. Poi la comunicazione si fa meno conciliante: “Qualsiasi ulteriore tentativo di navigare verso Gaza – si sente – mette a rischio la vostra sicurezza e lascia alle Idf la scelta di adottare le misure necessarie il blocco legale per la sicurezza marittima”.
Secondo il racconto dei portavoce della Flotilla le imbarcazioni “sono state avvicinate da motoscafi militari, che si sono autodefiniti “israeliani”, i quali, puntando laser e armi d’assalto semiautomatiche, hanno ordinato ai partecipanti di spostarsi a prua e di mettersi a quattro zampe. Le comunicazioni delle imbarcazioni sono interrotte ed è stato lanciato un SOS”. In tarda serata la maggior parte delle barche era stata bloccata.
L'articolo “Cambiate rotta e tornate indietro o l’Idf prenderà le misure necessarie”: il messaggio audio della Marina israeliana alle barche della Flotilla proviene da Il Fatto Quotidiano.




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