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Ministro Calderone, se avesse davanti a lei adesso una ragazza che vuole andare via dall’Italia per trovare il lavoro, cosa direbbe?
Che è nato nel paese più bello del mondo con delle grandi opportunità che è certamente importante anche aprire le proprie categorie mentali e vivere anche guardando a nuovi contesti, ma l’importante è poi sapere anche fare delle valutazioni. Oggi noi abbiamo un sistema del lavoro che è talmente evoluto che tutto il nostro apparato di contratti collettivi nazionali di lavoro, le garanzie che vengono offerte anche per il lavoro regolare, non sono uguali in Europa e conseguentemente nel mondo. Non sono contro le esperienze di lavoro anche fatte in altri Paesi perché è importante anche conoscere nuove culture. Però, ecco, dico a tutti i giovani: valutate e imparate anche a farvi assistere magari dai tecnici del mondo del lavoro che vi possano dare le giuste informazioni e che vi mettono nelle condizioni di comparare quelle che sono le offerte di lavoro che vi vengono fatte all’estero rispetto a quelle che facciamo in Italia. Io continuo ancora a dire da tecnico del mondo del lavoro che conosce il suo mestiere che possiamo ancora dire ‘viva l’Italia’ perché non è solo il paese più bello del mondo, ma è un paese che offre anche delle buone garanzie.
Le sue dichiarazioni sono passate in sordina sui media, ma non sui social. La ministra del lavoro Marina Elvira Calderone, a margine del Giffoni Film Festival, ha risposto a una domanda rispetto ai giovani che decidono di emigrare: ha detto che sono nati nel “Paese più bello del mondo” che, peraltro, “offre anche delle buone garanzie” rispetto al mondo del lavoro. Parole che sui social non sono passate inosservate, e hanno provocato una valanga di commenti critici: se le garanzie di cui parla la ministra sono state reali per le generazioni passate, per i giovani l’offerta di oggi è di segno opposto.
Da anni ilfattoquotidiano.it raccoglie le testimonianze di connazionali che hanno deciso di emigrare: raccontano di avere fatto le valigie per cercare stabilità e uscire dalla spirale del precariato, del lavoro nero o della gavetta infinita. Per finirla con stage senza soluzione di continuità, impieghi malpagati e carriere impossibili, alla ricerca di un’indipendenza economica o di un bilanciamento tra vita privata e lavorativa che in Italia era soltanto un miraggio. Perché la percezione, vissuta da tanti sulla propria pelle, è che l’Italia sia stagnante e il lavoro logorante, mentre si passa il tempo a sopravvivere. Tutte condizioni che impediscono la realizzazione personale e la progettualità a lungo termine: costruire una famiglia, comprare casa o avere una visione del futuro.
A confermare la realtà dei giovani italiani in fuga da situazioni lavorative paludate e stressanti, sono i numeri messi nero su bianco dai rapporti Istat e Migrantes: nel 2024 gli italiani espatriati sono cresciuti del 38% rispetto all’anno prima, con un esodo di laureati dal Mezzogiorno. Oggi gli italiani residenti all’estero sono oltre 6,4 milioni, un dato in “costante crescita”, tanto che oggi il numero dei connazionali oltre confine supera di un milione quello degli stranieri presenti nel nostro Paese. Il rapporto Cnel del 2025 calcola poi che sono 630mila giovani tra i 18 e i 34 anni che hanno lasciato il nostro Paese tra il 2011 e il 2024. E se si restringe il periodo di riferimento solo al 2024, si contano 78mila partenze. Dati che la ministra sembra ignorare, mettendo solo al centro un sistema di garanzie ben poco tangibile per le giovani generazioni, che vogliono sfuggire dal precariato per vedere valorizzate le loro competenze con stipendi adeguati. Per vivere, e non sopravvivere.
E voi, giovani ed expat, cosa vorreste rispondete alla Ministra Calderone? Mandateci la vostra opinione (massimo 500 battute) alla mail fattocervelli@gmail.com
L'articolo Calderone: “In Italia per i giovani grandi opportunità di lavoro e garanzie evolute”. Cosa rispondono i ‘cervelli in fuga’? Scriveteci proviene da Il Fatto Quotidiano.




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