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La corsa a mettere il cappello sulla sospensione del bollo auto sta creando distorsioni mica da ridere all’interno della maggioranza. Se Forza Italia ha tentato di resuscitare lo spirito di Silvio Berlusconi, con Antonio Tajani lesto nell’ordinare ai suoi di rivendicare una misura cara agli azzurri – ma mai realizzata – fin dai tempi del governo dell’ex cavaliere, giovedì sera il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la casa di Matteo Salvini, ha diffuso una nota sparando numeri totalmente fuorvianti rispetto alla reale platea interessata dalla cancellazione della tassa di possesso. A smentire i dati gonfiati del Mit è la relazione tecnica del decreto con il quale il governo ha confezionato l’abolizione del bollo per il 2027.
In una sorta di riedizione dell’ingegner Cane, celebre personaggio di Mai dire Gol che nei suoi interventi nonsense pronunciava cifre spropositate e impossibili, gli uffici di Salvini hanno sostenuto che sono 24.608.867 le persone in Italia che risultano possedere almeno un veicolo con potenza entro gli 80 kW e che rientrano quindi nella platea potenzialmente interessata dall’esenzione dal pagamento del bollo. Complessivamente, in Italia circolano oltre 59 milioni tra autoveicoli e motoveicoli, di cui oltre 34 milioni con potenza entro gli 80 kW, ha sottolineato il ministero gonfiando ulteriormente il numero con circa 10 milioni di moto.
Ed eccoci al nodo politico: grande soddisfazione – ha dettato il ministero – da parte di Salvini, che ha fortemente sostenuto il provvedimento. L’obiettivo indicato dal vicepresidente del Consiglio e ministro è proseguire nel percorso avviato, lavorando per ampliare ulteriormente in futuro la platea interessata. Il dato, hanno spiegato ancora dai Trasporti, è stato elaborato dallo stesso Mit, attraverso le Motorizzazioni e il Dipartimento Trasporti, sulla base del parco veicolare nazionale e del numero di persone fisiche che possiedono almeno un veicolo, “consentendo di quantificare per la prima volta la portata potenziale del provvedimento”. Ma si tratta di un dato distorto, gonfiato e fuorviante.
A conti fatti, Salvini ha più che raddoppiato la platea dei potenziali beneficiari. Il reale impatto è contenuto nella relazione allegata al decreto, anche perché è sulla base di quello che il governo ha trovato le coperture. Quindi se fosse esatto il conteggio fatto dagli uffici del Mit, l’esecutivo dovrebbe pesantemente rimettere mano al portafogli di Stato. Cosa dice, dunque, la relazione? Innanzitutto tiene conto di un punto importante: “L’agevolazione spetta per un solo veicolo, individuato in quello con minore potenza”. Una distinzione che Salvini ha ignorato nel suo calderone pasticciato.
La reale stima del governo è quindi tutt’altra: “I veicoli interessati sono 13,2 milioni” e l’abolizione del bollo comporterà una perdita di gettito fiscale pari a 2,2 miliardi di euro. A questi vanno aggiunti i motocicli intestati a persone che non posseggono un’auto: “Quasi 2 milioni”, si legge nella relazione. E siamo a circa 15 milioni di esentati, ai quali bisogna aggiungere una piccola quota, marginale in termini assoluti, di vetture di proprietà di società di noleggio a lungo termine ma per le quali il versamento della tassa automobilistica viene effettuato da persone fisiche. Circa 15,5 milioni di persone che non pagheranno il bollo su vetture e moto contro i 34,6 milioni fatti veicolare dal ministero di Salvini. Numeri che ricordano i “millemila” dell’Ingegner Cane, anche lui noto per gli improbabili progetti infrastrutturali, primo fra tutti il ponte sullo Stretto di Messina.
L'articolo Bollo auto, Salvini la spara grossa: “Esentate 34 milioni di persone”. Ma i veri numeri del decreto sono altri proviene da Il Fatto Quotidiano.




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