Beppe Signori torna in nazionale: la chiamata dell’Under 20. “Aiuterò i giovani a fare il passo verso il grande sogno”

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Giuseppe Signori torna in Nazionale. L’ex attaccante è il nuovo capo delegazione dell’U20, guidata dal tecnico Carmine Nunziata. Un ritorno in azzurro in una veste diversa, dopo una carriera da protagonista sul campo: 28 presenze, 7 gol e una medaglia d’argento al Mondiale del ‘94. Ora Signori metterà la propria esperienza al servizio delle nuove generazioni, con l’obiettivo di accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita e rafforzare il legame con la maglia azzurra. “Tornare in azzurro è un’emozione speciale e un grande motivo d’orgoglio. Metterò la mia esperienza a disposizione dei ragazzi dell’Under 20, accompagnandoli in questo percorso di maturazione e aiutandoli a fare l’ultimo passo verso il loro grande sogno per essere in grado di affrontare il salto sui palcoscenici di primario interesse“, ha dichiarato Beppe Signori dopo la nomina.

La nomina arriva da parte di Giovanni Malagò, commissario della Figc, in accordo con Claudio Ranieri, direttore tecnico federale e presidente del Club Italia, che ha evidenziato il valore sportivo e umano dell’ex bomber: “Siamo molto felici di accogliere Giuseppe Signori in FIGC, come capo delegazione della Nazionale Under 20. Beppe è stato uno dei più grandi attaccanti del nostro calcio, protagonista in Serie A e con la maglia azzurra, unendo talento, senso del gol e grande professionalità. Una storia umana e sportiva verso cui la Federazione è particolarmente sensibile. La sua esperienza, le sue competenze e l’entusiasmo con cui ha accettato questa nuova sfida saranno un valore importante per la crescita dei nostri giovani e per rafforzare il loro senso di appartenenza alla Nazionale”.

La carriera di Beppe Signori è stata segnata in passato anche da una lunga vicenda giudiziaria legata all’inchiesta sul calcioscommesse. L’1 giugno 2011 l’ex attaccante venne arrestato e posto ai domiciliari nell’ambito dell’indagine della Procura di Cremona. Dopo quasi dieci anni, nel febbraio 2021, fu assolto dal Tribunale di Piacenza dall’accusa di aver contribuito ad alterare il risultato della partita Piacenza–Padova del 2010, con la formula “perché il fatto non sussiste”. Un mese dopo arrivò un’altra assoluzione, in primo grado, dal Tribunale di Modena, per le presunte combine relative alle gare Modena–Sassuolo e Modena–Siena del 2011, anche in questo caso perché il fatto non sussiste.

Nel filone principale dell’inchiesta di Cremona, invece, il procedimento si era concluso con la prescrizione. La vicenda ebbe conseguenze anche sul piano sportivo: nel 2011 Signori era stato squalificato per cinque anni con preclusione definitiva e, nel giugno 2021, ricevette la grazia dal presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ottenendo la riabilitazione sportiva. Nel 2022 l’ex calciatore poi raccontò la sua versione dei fatti nel documentario “Fuorigioco – Beppe Signori. Una storia di vita e di sport di Pier Paolo Paganelli”, dopo aver scritto il libro nello stesso anno “Fuorigioco – perde solo chi si arrende“: erano stati i suoi commercialisti a invitarlo a un incontro dove gli fu proposto di investire in delle gare truccate, ma lui rifiutò. Nonostante ciò venne coinvolto nello scandalo poiché, durante la perquisizione dell’1 giugno 2011, la polizia trovò nella sua abitazione un pizzino sospetto scritto da lui, con le richieste di uno dei partecipanti di quella riunione.

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