Azioni Biesse al test dei conti, come muoversi a Piazza Affari?

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Le Borse europee inaugurano il mese di novembre all’insegna degli acquisti dopo i ribassi di venerdì. Nella settimana che alzerà il velo sull’esito delle elezioni di Midterm USA, il rimbalzo del settore tecnologico ha sostenuto i listini azionari asiatici. E se il Nikkei ha chiuso in leggero ribasso in scia alla deludente trimestrale di Kioxia, il Kospi coreano ha guadagnato oltre il 2%.

Con i futures di Wall Street che guadagnano lo 0,5%, il FTSE Mib apre le contrattazioni in rialzo dello 0,2% oltre i 49.600 punti. Dal punto di vista operativo, sarà fondamentale per l’indice italiano il recupero dei 50.000 punti, massimi della passata settimana. Al di sopra di questi livelli dovremmo assistere a ulteriori recuperi, dapprima verso i 50.380 punti, massimi delle ultime tre settimane, e successivamente verso i 50.500 punti, dove verrebbe messo sotto pressione l’indicatore giornaliero del Supertrend. Al contrario, aumenterebbero le possibilità di un test dei 49.300 punti, dove troviamo la media mobile di lungo periodo, e successivamente dei 49.000 punti.

E guardando proprio a Piazza Affari, tra le azioni da monitorare quest’oggi alla Borsa di Milano troviamo Biesse. La società ha diffuso prima dell’apertura dei mercati i risultati dei primi 9 mesi dell’anno. Andiamo a leggerli nel dettaglio e a vedere l’impostazione tecnica del titolo.

 

Biesse: ricavi in calo del 6,6%

In un contesto di mercato ancora debole, caratterizzato dal rallentamento della domanda e degli investimenti, l’azienda ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con ricavi in calo del 6,6%, a 450,7 milioni di euro. In diminuzione del 2,1%, a 24,7 milioni di euro è risultato l’Ebitda Adjusted, con un margine tuttavia in miglioramento al 5,5% dal precedente 5,2%. L’Ebit Adjusted è tornato positivo, attestandosi a 5,2 milioni di euro, contro un valore negativo di 1,9 milioni registrato un anno prima. L’EBIT è stato pari a 3,6 milioni, rispetto ai -6,7 milioni dello stesso periodo del 2025. Nel corso dei primi nove mesi è migliorata la redditività del gruppo, con la perdita che è passata dagli 8,9 milioni di euro del 2025 ai 2,1 milioni registrati a fine settembre di quest’anno.

La debolezza della domanda ha inciso sul portafoglio ordini, sceso del 9,2% a 170,1 milioni di euro. A livello geografico, l’area EMEA ha rappresentato il 64,1% delle vendite, le Americhe il 23,3% e l’Asia-Pacifico il 12,6%. L’aumento di 30,4 milioni di euro del capitale circolante netto operativo ha inciso negativamente sulla PFN, risultata negativa per 34,1 milioni di euro. Questo dato si confronta con gli 1,5 milioni di euro registrati al 31 dicembre dello scorso anno.

Nel corso della presentazione dei risultati, il management ha sottolineato come il settore delle macchine per la lavorazione del legno abbia inviato timidi segnali di ripresa, mentre, al contrario, continuano a soffrire i comparti del vetro e del marmo.

 

Azioni Biesse: analisi tecnica e strategie operative

Analizziamo la struttura grafica delle azioni Biesse sulla Borsa italiana e le attese per la settimana. Quella di venerdì scorso è stata una seduta all’insegna delle vendite per il titolo Biesse che, con un calo del 3,17%, ha chiuso le contrattazioni a 4,12 euro. Con un trend di lungo e medio periodo che rimane discendente, monitoriamo i supporti e le resistenze nel breve termine.

 

Scenario rialzista

La debolezza che ha contrassegnato l’ultima seduta della passata settimana non ha, al momento, compromesso il trend rialzista di breve periodo. Per dare seguito al rimbalzo partito lunedì scorso, accompagnato dalla formazione di un Engulfing rialzista, i corsi dovrebbero lasciarsi alle spalle i massimi di giovedì scorso, situati a 4,275 euro. Con il superamento di questi livelli, le quotazioni dovrebbero inizialmente spingersi verso i 4,50 euro, dove verrebbe messo sotto pressione l’indicatore giornaliero del Supertrend.

Superata anche questa soglia, le azioni proseguirebbero la loro ascesa verso i 4,75 euro, massimi delle ultime settimane, e successivamente in direzione dei 4,84 euro, ex supporti di maggio. Nel caso in cui anche quest’ultima area, dove transita la media mobile a 50 giorni, dovesse essere superata, si assisterebbe a un primo segnale di allentamento della pressione ribassista.

Allargando l’orizzonte temporale, al di sopra di questi livelli, l’obiettivo successivo sarebbe individuato sulla soglia dei 5 euro e, successivamente, a 5,25 euro. Qui verrebbe messa sotto pressione la trendline ribassista che parte dai massimi toccati nello scorso mese di maggio e congiunge quelli di giugno.

 

Scenario ribassista

Al contrario, il mancato superamento dei 4,275 euro confermerebbe la tendenza ribassista presente sul titolo. In questo caso, aumenterebbero le possibilità di un ritorno verso i minimi di lunedì scorso, a 3,92 euro. L’eventuale violazione di questo supporto andrebbe a indebolire ulteriormente la struttura grafica.

Passando da un grafico giornaliero a uno settimanale, le vendite dovrebbero spingere i corsi prima verso i 3,50 euro e successivamente verso i 3,30 euro, che rappresentano i minimi degli ultimi 13 anni. La mancata tenuta di questi livelli potrebbe favorire un’ulteriore discesa, fino alla soglia dei 3 euro, area che le azioni non raggiungono dall’agosto del 2013.

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