Azioni Alphabet KO dopo i dati, cosa fare ora in Borsa?

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In una giornata segnata dalla decisione di Christine Lagarde di lasciare la BCE in anticipo rispetto al termine del mandato, le Borse europee hanno chiuso le contrattazioni in territorio generalmente positivo. A sostenere gli acquisti sono stati non solo il calo dei rendimenti dei titoli di Stato e del prezzo del petrolio, ma anche i buoni dati arrivati dall’economia degli Stati Uniti. Il PIL USA del terzo trimestre è cresciuto al ritmo più sostenuto dell’ultimo anno, attestandosi al 3,4%, rispetto alle attese del 3,2%.

Con il DAX che a Francoforte ha guadagnato l’1,35% e il CAC 40 che a Parigi è salito dell’1,05%, il FTSE Mib ha terminato la quarta seduta dell’ottava in guadagno dello 0,36% a 50.002,36 punti. Dal punto di vista operativo prosegue il recupero dell’indice italiano, iniziato venerdì scorso con la formazione di un hammer rialzista. La conferma delle quotazioni sopra i 50 mila punti potrebbe favorire nel breve periodo ulteriori allunghi. L’obiettivo successivo sarebbe posto a 50.380 punti, massimo delle ultime tre settimane, e successivamente i 50.500 punti. In queste aree le quotazioni metterebbero sotto pressione l’indicatore Supertrend.

Tra le azioni che a Wall Street stanno registrando una performance decisamente negativa troviamo Alphabet, dopo che i risultati del terzo trimestre hanno deluso gli operatori. Analizziamoli nel dettaglio e vediamone il quadro grafico.

 

Alphabet: il free cash flow rimane negativo

L’aumento dei costi legati all’intelligenza artificiale, che ha inciso negativamente non solo sull’utile netto, ma anche sul flusso di cassa, ha pesato sui conti della casa madre di Google. Il Gruppo ha chiuso il terzo trimestre del 2026 con ricavi in crescita del 25%, a 127,58 miliardi di dollari. Questo dato è risultato sotto delle attese che erano poste a 127,83 miliardi di dollari. Per quanto riguarda l’utile operativo, questo è salito del 30%, a 40,58 miliardi di dollari. Il margine operativo è stato del 31,8%, contro il 30,5% dell’anno precedente.

Al contrario, l’utile netto si è contratto del 25%, a 26,17 miliardi di dollari, mentre l’utile per azione è sceso a 2,12 dollari, rispetto alle attese di 2,97 dollari. A pesare su questi ultimi risultati è stata soprattutto la componente finanziaria. Le altre entrate e le spese nette sono passate da un saldo positivo di 12,76 miliardi di dollari a uno negativo per 8,22 miliardi di dollari, principalmente a causa delle perdite sulle partecipazioni azionarie.

La perdita netta su questi investimenti, in particolare su SpaceX, pari a 8,7 miliardi di dollari, ha ridotto l’utile netto di circa 6,7 miliardi di dollari e l’EPS di 0,55 dollari. Il free cash flow è risultato negativo per 9,1 miliardi di dollari, dopo che le spese in conto capitale sono balzate a 51,36 miliardi di dollari.

Il motore dei ricavi si è confermato Google Services, cresciuto dell’11%, a 96,30 miliardi di dollari. I ricavi pubblicitari complessivi hanno raggiunto gli 82,01 miliardi di dollari, rispetto ai 74,18 miliardi del terzo trimestre del 2025.

Google Cloud, invece, ha visto il proprio fatturato raddoppiare, raggiungendo i 30,71 miliardi di dollari. Il risultato riflette la domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale, servizi cloud e sistemi TPU. L’utile operativo del segmento ha raggiunto gli 11,12 miliardi di dollari, rispetto ai precedenti 3,59 miliardi di dollari.

Le altre attività hanno generato ricavi per 372 milioni di dollari, ma allo stesso tempo hanno generato una perdita operativa di 2,05 miliardi di dollari.

Da sottolineare, infine, che l’app Gemini ha raggiunto un miliardo di utenti.

 

Azioni Alphabet: analisi tecnica e strategie operative

Analizziamo la seduta odierna delle azioni Alphabet. Con volumi in accelerazione rispetto alle ultime giornate, quella odierna è una prima parte di seduta in deciso ribasso per il titolo che, con un calo del 12,11%, transita a 285,5 dollari. Sebbene il trend di fondo rimanga rialzista, il crollo odierno indebolisce il quadro tecnico di breve e medio periodo. Scopriamo le aree da monitorare nelle prossime sedute.

 

Scenario rialzista

Il movimento odierno, che ha spinto le quotazioni sui minimi degli ultimi mesi, sta rafforzando il trend discendente innescatosi lo scorso 5 agosto con la formazione di un engulfing ribassista. Per le prossime giornate aumentano le possibilità di ulteriori discese verso i minimi del 2026, situati a 272,11 dollari. Dal punto di vista operativo, sarà fondamentale la tenuta di questi supporti per arrestare la pressione ribassista. Se queste aree dovessero reggere, le azioni potrebbero formare una base di accumulazione, da sfruttare per eventuali operazioni long. In questo caso, sarebbero possibili risalite verso i 300 dollari e, successivamente in direzione dei 322,65 dollari. Qui le azioni chiuderebbero il gap down lasciato aperto nella seduta odierna.

Superate queste aree, il titolo potrebbe proseguire il recupero verso la soglia dei 330 dollari. Qui le azioni metterebbero sotto pressione la trendline ascendente che congiunge i minimi di aprile 2025 con quelli del 23 giugno dello stesso anno. Il superamento di questa area determinerebbe un ulteriore allentamento della pressione ribassista.

Per operazioni con un orizzonte temporale più ampio, il successivo obiettivo sarebbe situato a 341 dollari. In quest’area troviamo sia la media mobile di lungo periodo sia l’indicatore giornaliero Supertrend. Al di sopra di questi livelli aumenterebbero le probabilità di un test dei 355 dollari. Qui grafico giornaliero transita la trendline ribassista che parte dai massimi toccati nel maggio scorso e congiunge i top del 5 agosto.

Nel caso in cui anche queste aree venissero superate, si assisterebbe a un ulteriore rafforzamento del quadro grafico. Passando dal grafico giornaliero a quello settimanale, i successivi obiettivi sarebbero situati a 364,17 dollari, massimo dello scorso settembre, e, successivamente, a 384,48 dollari, massimo degli ultimi quattro mesi. Oltre quest’ultimo livello, per le azioni Alphabet si aprirebbero le porte a un test dei massimi a 408,61 dollari.

 

Scenario ribassista

Viceversa, una discesa sotto quota 272,11 dollari rappresenterebbe un segnale di deterioramento del quadro grafico, invalidando tutti gli scenari rialzisti. In questo caso, la pressione delle vendite potrebbe spingere le quotazioni verso i 261,68 dollari. Qui il titolo chiuderebbe il gap up lasciato aperto il 27 ottobre dello scorso anno.

La violazione di tale livello potrebbe prolungare la fase discendente, dapprima verso i 250 dollari e, successivamente, verso i minimi intraday toccati nell’ottobre del 2025, a 235,84 dollari. La perdita di quest’ultimo livello aumenterebbe le probabilità di un test del minimo degli ultimi 14 mesi, situato a 225 dollari.

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