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Assorbenti, fazzoletti sporchi, pannolini, bottiglie, lattine, scontrini. E perfino mutande abbandonate. La montagna piace sempre di più, ma non tutti sembrano aver capito che quello che si porta in quota dovrebbe anche tornare a valle. L’ultima denuncia arriva dal Rifugio Gerli-Porro, all’Alpe Ventina, in Alta Valmalenco, dove la consueta pulizia settimanale della piana si è trasformata nell’ennesima raccolta di rifiuti lasciati da escursionisti e campeggiatori.
A raccontarlo è L’AltraMontagna – IlDolomiti, che ha raccolto lo sfogo dei gestori del rifugio. “Sacchetti con deiezioni abbandonati lungo i sentieri, bottiglie, cartine, scontrini e fazzoletti. Una quantità di rifiuti che non vedevamo da anni”, spiegano. Il problema, sostengono, non può essere ricondotto soltanto all’aumento delle persone che frequentano l’area: “Sicuramente quest’anno, rispetto agli anni scorsi, c’è stato un incremento della frequentazione della montagna, ma non credo che il problema sia semplicemente quello: il vero tema è l’impatto umano sull’ambiente e, forse, una certa mancanza di educazione ambientale“.
L'articolo “Assorbenti, fazzoletti e deiezioni abbandonati in montagna. Ricorda: te li bevi in pianura, ti conviene raccoglierli”: lo sfogo del Rifugio Gerli-Porro proviene da Il Fatto Quotidiano.




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