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C’è anche il giornalista d’inchiesta de Il Fatto quotidiano Vincenzo Iurillo, per la categoria “Informazione”, tra i premiati della ottava edizione del “Premio Michele Cavaliere“. La cerimonia di consegna si terrà a fine novembre a Castellammare di Stabia. Il riconoscimento è intitolato alla memoria del coraggioso imprenditore di Gragnano ucciso nel 1996 per avere denunciato la camorra, rifiutandosi di pagare il pizzo.
Nelle scorse edizioni il premio Cavaliere è stato attribuito, tra gli altri e in altre categorie, al procuratore di Napoli Nicola Gratteri, al sociologo Isaia Sales, all’Arcivescovo di Napoli Domenico Battaglia, al procuratore di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso, all’attore Gianfelice Imparato, all’ex procuratore generale di Napoli Luigi Riello, ed anche a Giuseppe Antoci, Nando Dalla Chiesa, Maria Luisa Iavarone, Nello Trocchia, Fabrizio Feo, don Tonino Palmese ed altre figure di prestigio della magistratura, del clero, dei movimenti per la legalità, delle forze dell’ordine, dell’arte e del giornalismo.
Istituito nel 2019 dal Circolo intercomunale della Legalità di Castellammare di Stabia, per iniziativa del coordinamento regionale della Campania di SOS Impresa – Rete per la Legalità APS, il Premio Michele Cavaliere viene assegnato alle personalità che si sono distinte nella lotta alla camorra e al racket, all’usura e alla corruzione.
La giuria ha deliberato di conferirlo a Iurillo “per il rigore e la continuità del Suo impegno professionale nel raccontare i fenomeni criminali, contribuendo a mantenere viva l’attenzione pubblica sui temi della legalità e della responsabilità civile”.
Il cronista risiede in costiera sorrentina. E’ in forza a il Fatto quotidiano sin dalla nascita della nostra testata. Tra i suoi scoop, una serie di articoli su Nunzia De Girolamo che la costrinsero alle dimissioni da ministro, la pubblicazione delle conversazioni del 2014 con le quali Matteo Renzi annunciava a un generale della Finanza la volontà di far cadere il governo Letta mentre in pubblico dichiarava il contrario, la rivelazione di un nuovo indagato e di altri dettagli inediti dell’inchiesta sull’omicidio del sindaco pescatore di Pollica, Angelo Vassallo.
Negli ultimi anni Iurillo ha intensificato il suo impegno giornalistico nei territori dove vive, pubblicando numerosi scoop sulle vicende che hanno determinato gli scioglimenti per camorra di Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, e quelle relative al malaffare delle tangenti del sindaco Massimo Coppola al Comune di Sorrento, che non è stato sciolto per infiltrazioni malavitose solo per decisione del ministro Piantedosi. La relazione della commissione d’accesso – il cui contenuto è stato pubblicato da Iurillo in esclusiva – si concludeva con una proposta a favore “del provvedimento dissolutorio”.
Per aver raccontato la storia dell’imprenditore camorrista che fece benedire i suoi camion sul sagrato della Chiesa di Sant’Agnello – poi ripresa dalle Iene – Iurillo ne è stato vittima di atti persecutori, e fu sottoposto per un breve periodo a una misura di vigilanza e tutela. Nel luglio scorso l’imprenditore in questione, Salvatore Langellotto, citato nella relazione della commissione d’accesso di Sorrento tra le cause della proposta di scioglimento, per i suoi interessi sul progetto illegittimo di 252 box in vico III Rota, e per essere stato socio di un ex sindaco di Sorrento, è stato condannato in primo grado a due anni e otto mesi, e a risarcire i danni al giornalista.
A febbraio Iurillo ha pubblicato il libro “Il Sistema Sorrento” (Iod), che ha svelato dettagli e retroscena inediti sulle indagini che hanno portato all’arresto nel maggio 2025 del sindaco Coppola. Il volume è stato a lungo in cima alle classifiche di vendita delle librerie locali.
L'articolo Antimafia, premio Michele Cavaliere a Vincenzo Iurillo per gli scoop sul “Sistema Sorrento”: “Giornalista rigoroso che mantiene viva l’attenzione sulla legalità” proviene da Il Fatto Quotidiano.




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