Alcol e droghe sul lavoro: un rischio invisibile che continua a causare incidenti

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di Marco Isola*

Quando si parla di sicurezza sul lavoro si pensa subito a caschi, procedure, formazione obbligatoria e dispositivi di protezione. Tutti elementi fondamentali, certo. Ma c’è un fattore che continua troppo spesso a restare ai margini del dibattito pubblico e aziendale, nonostante il suo impatto concreto sugli infortuni: l’alterazione delle capacità psicofisiche causata da alcol e droghe.

È un tema scomodo, spesso liquidato come questione privata o come responsabilità esclusivamente individuale. Eppure, nei luoghi di lavoro, soprattutto in quelli operativi, ciò che accade al singolo può trasformarsi rapidamente in un rischio per molti: colleghi, utenti, cittadini, imprese e comunità. Forse proprio per questo se ne parla poco: perché obbliga a guardare la Sicurezza non solo come insieme di adempimenti, ma come fatto culturale, organizzativo e sociale.

Come evidenziato anche nel libro Sicurezza a 360°, la prevenzione non può limitarsi a regole e dispositivi: deve includere il comportamento umano e le condizioni in cui le persone operano. Ignorare questo aspetto significa lasciare scoperta una delle principali fonti di rischio.

Prestazioni ridotte = rischio aumentato
Anche piccole quantità di alcol o l’assunzione di sostanze stupefacenti possono compromettere i tempi di reazione, la capacità di concentrazione, la valutazione del rischio, la coordinazione e la lucidità. In contesti operativi – cantieri, manutenzione, guida di mezzi – questi fattori possono fare la differenza tra un’attività svolta in sicurezza e un incidente.

Il problema è che spesso la percezione del rischio è alterata proprio quando servirebbe il massimo livello di attenzione. Non si tratta quindi di costruire un clima di sospetto, ma di riconoscere che la lucidità è parte integrante della prevenzione. Così come nessuno accetterebbe un ponteggio instabile o un mezzo non manutenuto, allo stesso modo non si può sottovalutare una condizione psicofisica non compatibile con attività ad alto rischio.

Non è solo una questione individuale
Continuare a considerarlo un problema del singolo lavoratore è riduttivo: la Sicurezza è un tema organizzativo e culturale. Ridurre tutto alla colpa individuale, infatti, rischia di essere una scorciatoia rassicurante ma inefficace. La prevenzione richiede ambienti di lavoro in cui i segnali vengano intercettati, le fragilità non siano negate e le regole siano applicate con equilibrio, senza ipocrisie e senza alibi.

Infatti, un sistema efficace deve essere basato su un approccio integrato che includa la prevenzione e sensibilizzazione continua; controlli coerenti con il quadro normativo; una formazione mirata sui comportamenti a rischio; il supporto ai lavoratori, anche attraverso la sorveglianza sanitaria e l’apporto degli RLS e del sindacato.

Il nodo della guida per lavoro
La guida di mezzi come l’auto o un mezzo pesante per lavoro rappresenta uno degli ambiti più critici. L’esposizione prolungata e la responsabilità verso terzi rendono le conseguenze di errori ancora più gravi.

In questo contesto, alcol e droghe rappresentano una delle cause più rilevanti di incidenti, spesso con esiti gravi o mortali. La strada, del resto, è un luogo di lavoro a tutti gli effetti per molte professioni. E quando un lavoratore guida in condizioni non idonee, il confine tra rischio professionale e rischio pubblico diventa sottilissimo.

Tra norme e realtà operative
Il quadro normativo esiste: il D.Lgs. 81/08 e gli Accordi Stato-Regioni prevedono controlli e misure specifiche per le mansioni a rischio.

Ma tra regole e comportamenti reali esiste ancora un divario significativo. Colmarlo significa passare da un approccio puramente formale a una responsabilità condivisa, in cui datore di lavoro, dirigenti, preposti, medico competente e lavoratori riconoscano che la Sicurezza non è un modulo da firmare, ma una pratica quotidiana.

È qui che il tema diventa politico nel senso più alto del termine: riguarda il modo in cui una società decide di proteggere la vita di chi lavora e di chi, anche indirettamente, può essere coinvolto dalle conseguenze di un errore evitabile.

*Ingegnere, esperto di salute e sicurezza presso Italgas Reti

L'articolo Alcol e droghe sul lavoro: un rischio invisibile che continua a causare incidenti proviene da Il Fatto Quotidiano.

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