Aggressioni al personale pubblico: sì al testo di legge Biada

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​​Il disegno di legge 60/XVII è stato approvato stamane dal Consiglio provinciale con 20 sì e la non partecipazione al voto di 13 consiglieri dell’opposizione.

Il proponente Daniele Biada (F.d.I.) ha illustrato il testo, che in III Commissione il 29 gennaio scorso era stato emendato ed ora propone in un solo articolo la seguente norma: “In considerazione della particolare gravità degli eventi, dell'importanza dei beni giuridici offesi e degli interessi coinvolti, la Provincia valuta la costituzione di parte civile e promuove la costituzione da parte dei propri enti strumentali nei procedimenti penali, con particolare riguardo alle aggressioni fisiche ai danni del personale pubblico commesse nel territorio provinciale." 

L’intento dichiarato del consigliere è quello di reagire alla crescente frequenza statistica delle aggressioni a professionisti impegnati in servizi pubblici, con una attivazione della Provincia che significa anzitutto solidarietà. Biada censura nel suo testo “il clima di lassismo che si è venuto a creare negli ultimi anni, di forte mancanza di rispetto nei confronti dello Stato, della Provincia e dei loro rappresentanti”.

Andrea de Bertolini (Pd), anche da avvocato, ha commentato che la proposta di legge presenta gravi criticità, anche dopo che si è modificato e cancellato il passaggio che addirittura prevedeva un’obbligatorietà della costituzione di parte civile da parte Pat. Nel caso delle aggressioni fisiche a personale pubblico, è l’aggredito che può chiedere i danni e già può farlo; estendere la costituzione di parte civile alla Provincia può essere calzante in alcuni casi, ma non ha bisogno di alcuna norma provinciale ulteriore per renderla possibile. Di fatto – ha detto il consigliere dem - il ddl Biada è inutile, ridondante e anche inefficace nell’ottica di lanciare segnali di solidarietà o di creare dissuasione e deterrenza (posto poi che gli autori di questi reati appartengono quasi sempre a situazioni di marginalità, di dipendenza, di patologie psichiatriche). Da non dimenticare che la costituzione di parte civile Pat si tradurrebbe sempre in costi elevati, spesso senza risultati concreti.  

Anche Francesco Valduga (Campobase) ha aggiunto ragioni politiche per un no: la solidarietà alle forze dell’ordine dev’essere di tutto l’arco politico, non piace che il ddl Biada cerchi con un che di propagandistico di farsene interprete di parte. Per questo – ha detto il consigliere – non parteciperemo al voto.

Biada ha difeso la proposta, che sottolinea una opportunità e non crea obblighi per l’ente provinciale. Sì di Antonella Brunet a un ddl “che dà un segnale di vicinanza e solidarietà alle vittime di aggressioni”. 


​DISEGNO DI LEGGE 13 maggio 2025 n. 60​

Aggressioni a chi fa servizio pubblico, Pat parte civile

TITOLO: “Integrazione della legge provinciale 12 dicembre 2011, n. 15 (Promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile per la prevenzione del crimine organizzato) in materia di costituzione di parte civile della Provincia”

ARTICOLI: 26.

PROPONENTI: Daniele Biada  (Fratelli d’Italia).

SCHIERAMENTO POLITICO: consigliere della maggioranza di centrodestra al governo provinciale.

COMMISSIONE CONSILIARE COMPETENTE: terza.

OBIETTIVI:  reagire alla crescente frequenza statistica delle aggressioni a professionisti impegnati in servizi pubblici. Biada censura “il clima di lassismo che si è venuto a creare negli ultimi anni, di forte mancanza di rispetto nei confronti dello Stato, della Provincia e dei loro rappresentanti”.  

NORME: la Provincia Autonoma si costituisce parte civile nei procedimenti penali per aggressioni fisiche avvenute in Trentino ai danni di personale socio-sanitario, sanitario, del trasporto pubblico locale, della scuola, delle forze di polizia, dei vigili del fuoco, della Provincia Autonoma e della protezione civile nello svolgimento delle proprie funzioni, delle forze armate e della polizia locale qualora interessati in servizi pubblici di utilità del territorio provinciale.



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