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Senza passaporto, che gli era stato ritirato, lunedì sera tra le 21 e le 22 sarebbe entrato a piedi in Argentina. Da lì è volato in Ecuador. Poi è riapparso in Florida, negli Stati Uniti dell’amico Donald Trump che concederà visti d’ingresso a lui e alla sua famiglia. Termina così, con una fuga, l’avventura politica di Flavio Bolsonaro, leader dell’estrema destra brasiliana sconfitto nelle elezioni presidenziali da Luis Ignacio Lula da Silva.
Due giorni dopo la batosta elettorale il figlio di Jair Bolsonaro, ex presidente ai domiciliari perché condannato a 27 anni e 3 mesi di carcere per tentato colpo di Stato, ha violato il divieto dei giudici di lasciare il Brasile, ed è fuggito in Florida, insieme alla moglie Fernanda e alle figlie, Luíza e Carolina. Ad aspettarlo c’era il fratello Eduardo, anche lui latitante, che vive tra Orlando e Miami, grazie alla green card rilasciata sempre dalla Casa Bianca. Che avrebbe avuto un ruolo attivo nella fuga dell’ultimo rampollo dell’ex presidente: “Il cervello di tutta l’operazione è stato il segretario di Stato Marco Rubio“, ha scritto su X l’avvocato messicano Simón Levy, legato al movimento Make America Great Again.
Dopo la visita al padre Jair ai domiciliari, forse per un ultimo saluto, Flavio aveva reso noto che il giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes gli aveva intimato di consegnare i suoi passaporti entro 24 ore e di non uscire dal Paese. Fuori dalla casa paterna di Brasilia, Flavio ha detto la sua ennesima bugia: “Non intendo lasciare il Brasile, questa misura è assolutamente ingiustificata”, protestava. Ma poco dopo, dai media argentini erano arrivate le prime indiscrezioni su un jet privato pronto per il decollo. E fra i nomi dei passeggeri c’era quello di Flavio.
Il governo amico di Javier Milei ha smentito categoricamente: Bolsonaro non è entrato nel nostro Paese. Neanche 24 ore dopo, invece, la Direzione Nazionale delle Migrazioni di Buenos Aires ha confermato su X: “Alle ore 22:50 del 27/10 sono entrati attraverso il valico di frontiera del Ponte Internazionale Tancredo Neves, nella provincia di Misiones, Flavio Nantes Bolsonaro, Fernanda Antunes Figueira Bolsonaro, Carolina Figueira Bolsonaro e Luiza Figueira Bolsonaro, in possesso di documenti di viaggio validi. Alle ore 23:30, la delegazione in arrivo si è imbarcata su un volo privato operato dalla compagnia Baires Fly S.A. con destinazione la città di Guayaquil, in Ecuador”.
Nella notte italiana il portale brasiliano Metrópoles ha riferito che Flavio in Florida, dove ha incontrato il fratello Eduardo, ex deputato, e la sua famiglia. Anche quest’ultimo è scappato negli Usa nel febbraio 2025 per sottrarsi al mandato di arresto emesso sempre da Alexandre de Moraes quando era ancora deputato perché condannato in via definitiva a 4 anni e 2 mesi di reclusione perché riconosciuto colpevole del reato di aver utilizzato il suo ruolo per sollecitare sanzioni economiche da parte degli Stati Uniti contro il giudice che stava indagando e che poi condannò il padre Jair a 27 anni per il tentato golpe del 2023.
Su Flavio – al quale il Dipartimento di Stato americano rilascerà i visti “consentendo loro l’ingresso negli Stati Uniti”, ha dichiarato alla Cnn un funzionario – non pende alcun mandato di arresto ma è nei guai giudiziari fino al collo. E non essendo stato eletto, la sua immunità finirà a febbraio. Al momento è indagato alla Corte suprema federale su due fronti. Nel caso “Dark Horse” è accusato di corruzione, riciclaggio di denaro ed evasione di valuta, nell’ambito dell’inchiesta sul finanziamento del film dedicato al padre Jair. In esame ci sono fondi riconducibili all’ex banchiere Daniel Vorcaro, attualmente in carcere per una maxi frode, e fondi pubblici parlamentari. Poi è indagato anche nel caso “Willer Tomaz“: qui l’accusa è riciclaggio di denaro e presunte irregolarità finanziarie legate a società, piattaforme di scommesse.
L'articolo A piedi in Argentina, poi il volo per gli Usa: così Bolsonaro è fuggito dal Brasile. “Un’operazione di Marco Rubio” proviene da Il Fatto Quotidiano.




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